Bonifica discarica, decisione il 3 febbraio

14 Gennaio 2020

Bussi sul Tirino, fissata la data della conferenza di servizi anche per il sito di Piano d’Orta di Bolognano

BUSSI. La novità per il Sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi sul Tirino, che comprende il territorio di 11 comuni della vallata del Pescara, è che per il prossimo 3 febbraio è stata fissata la Conferenza di servizi decisoria per la sua riperimetrazione.
«Ma», come avverte il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, che è anche membro della Commissione consiliare di inchiesta su Bussi, «da un anno, da gennaio 2019, si attende che la Regione dica se procederà a una nuova richiesta di riperimetrazione sulla base delle ulteriori analisi Arta sul territorio interessato dalla discarica». È un passo avanti importante per fare chiarezza sulla estensione e sul grado di contaminazione del territorio, ed è ancora più importante per il sito di Piano d’Orta di Bolognano dove sorgeva la Montecatini, «perché non sfugge», fa notare Blasioli, «che comprendere un terreno da bonificare nel Sin finisce per aiutare i comuni alle prese con scarsità di risorse economiche, ma anche per chi abita la vallata del Pescara perché potrà sperare che nelle operazioni in corso siano ricomprese anche quelle aree rimaste fuori. Novità non del tutto soddisfacenti tuttavia, che dimostrano quanta poca attenzione finora ci sia stata su questa vicenda».
La riperimetrazione di questo sito fu richiesta dal Comune di Bolognano circa un anno e mezzo fa e da allora l’Arta sta operando anche in aree esterne al Sin e su quelle candidate a potervi rientrare. Risale al gennaio dello scorso anno, infatti, la comunicazione di Arta alla Regione Abruzzo circa «la presenza di rifiuti pericolosi e non pericolosi presenti esternamente al perimetro dell’ex impianto produttivo, di riporti storici non assimilabili a terreno, di potenziale contaminazione a carico di terreni e di contaminazione a carico di acque sotterranee al di fuori del perimetro dell’ex impianto produttivo», in seguito alla quale la stessa Regione nell’aprile 2019 comunicò al ministero dell’Ambiente che avrebbe atteso l’esito delle indagini del materiale per convocare un tavolo tecnico per un’ulteriore richiesta di riperimetrazione.
«Ebbene», riprende il consigliere Blasioli, «non ci risulta che da allora la Regione abbia convocato il tavolo tecnico, ma soprattutto è certo che non ha chiesto una seconda riperimetrazione dopo quella richiesta nel 2018, che ora forse ci avrebbe consegnato un Sin riperimetrato definitivamente e avrebbe garantito misure di emergenza unitarie».
La Regione sarebbe debitrice anche di una risposta alla richiesta avanzata del comune di Popoli, con delibera di giunta comunale, di ampliare i confini del Sin anche a una parte dei terreni prospicienti alla discarica Tremonti. «Un ritardo», conclude Blasioli, «di cui ancora oggi non sono state rese note le motivazioni».
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