Bonifica e rilancio industriale, sos a Roma

8 Novembre 2015

Bussi, il sindaco Lagatta in attesa della convocazione al ministero dell’Ambiente sul nuovo progetto

BUSSI SUL TIRINO. A Bussi si lavora per avere dal ministero dell'Ambiente la convocazione di un incontro chiarificatore dopo che lo stesso dicastero ha bocciato il programma di bonifica e reindustrializzazione preparato dal sindaco, Salvatore Lagatta, facendo saltare la conferenza dei servizi che lo doveva approvare.

Incontro che dovrà offrire l'opportunità per favorire un'intesa fra tutti i soggetti interessati, che consenta all'amministrazione bussese di concretizzare una proposta di progetto industriale, trovare un investitore e dare una svolta alla messa in sicurezza dei siti contaminati. Il primo a chiedere il tavolo dei lavori con il direttore generale del ministero è stato il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli, proprio per dare una spinta efficace alla ripresa della trattativa che comunque non può essere interrotta o rimandata sine die dopo un lungo e difficile lavoro di anni.

Lagatta potrà dunque contare sul sostegno di Lolli, sempre che dimostri di aver rimodulato la proposta progettuale ottemperando ai rilievi mossi dal ministero. Rilievi che riguardano il passaggio di proprietà dei terreni del sito industriale, che dovrà dunque avere i crismi di un atto di transazione privata. Come pure la gestione della depurazione delle acque di processo e un puntuale piano finanziario degli investimenti. Il sindaco si dice pronto a illustrare le correzioni e resta in trepida attesa che da Roma arrivi la convocazione del tavolo di lavoro, attorno al quale dovranno sedere anche il commissario di governo Adriano Goio e la Solvay.

L'incontro dovrà affrontare anche la manifestata, intransigente posizione di Solvay che si sarebbe disimpegnata dal progetto perché non approvato entro lo scorso 31 ottobre. Una dichiarazione di intenti senza dubbio legittima, che in realtà brucia a un passo dal traguardo e manda a monte anni di lavoro e di buone intenzioni per recuperare un territorio, una fabbrica e un sito industriale che hanno rappresentato la storia del paese e dell'economia della Val Pescara. Spiegazioni dalla Solvay sono attese anche dai dipendenti disoccupati che attendono di riavere un posto e dai tanti giovani in attesa di essere inseriti nel mondo del lavoro. E dai bussesi che, nel caso di un disimpegno del colosso chimico, dovrebbero continuare a convivere con i siti contaminati ricompresi nel perimetro dell'area industriale. Solvay entra nel progetto con un investimento di 6 milioni di euro per la messa in sicurezza dell'area ex Medavox.

Walter Teti

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