Bonifica, occupazione e turismo Lagatta: a Bussi c’è tanto da fare

Alla fine del secondo mandato il sindaco parla di obiettivi raggiunti e da cogliere e pensa a ricandidarsi Martedì il punto sulla discarica. Le altre priorità: «Castello Cantelmo al Comune, più lavoro e sociale»
BUSSI SUL TIRINO. Salvatore Lagatta, da sindacalista a sindaco con due obiettivi nella testa: creazione di nuovi posti di lavoro e rilancio turistico di Bussi sul Tirino. Il salvataggio del polo chimico con il mantenimento dei posti di lavoro e la bonifica dei siti inquinati (su cui martedì si terrà una assemblea pubblica) furono le prime emergenze affrontate dall'amministrazione del sindaco Lagatta, bussese, 69 anni, alle spalle 40 anni di battaglie nelle fila di Cgil e Cisl, eletto nel 2013 e ora giunto alla fine del secondo mandato amministrativo. Sul terzo, con il voto di primavera alle porte, è cauto. Non ha ancora sciolto ufficialmente la riserva, però dice con chiarezza che «c'è ancora tanto da fare per la mia Bussi». In mezzo c'è stata l'emergenza pandemica, «uno dei momenti più difficili per tutti i sindaci d'Italia, ma noi», rivela, «siamo stati tra i primi a distribuire le mascherine gratuite, a organizzare tamponi e vaccini, e il supporto del vice sindaco Paolo Salvatore è stato determinante».
Un bilancio amministrativo con tanti obiettivi raggiunti, quello di Lagatta - sposato con Grazia, e padre di Camillo, artista a Taiwan. E poi ci sono i provvedimenti dell'ultima ora. «La gestione del castello Cantelmo passa al Comune, è stata firmata la convenzione con gli attuali proprietari e stiamo procedendo alla definizione dei dettagli. Nella struttura, che sarà utilizzata per convegni, concerti e mostre, sorgeranno bar e ristoranti e una scuola di musica che daranno impiego ai giovani che troveranno nuove attrattive e prospettive occupazionali a Bussi. Altre possibilità di lavoro arriveranno una volta completata la residenza sanitaria per anziani soli dove saranno impiegate una ventina di unità e anche di più nella nascente fabbrica delle farine, nella zona industriale. Stanno per essere avviate le indagini geologiche sul terreno per far partire la costruzione dello stabilimento che sarà pronto nei prossimi mesi». In questi anni l'amministrazione ha puntato molto sul sociale: «Abbiamo creato una cooperativa di assistenza ad anziani e disabili che ha dato lavoro a 150 persone a rotazione e sostenuto la popolazione più in difficoltà con bonus alimentari». Dieci anni fa, appena insediata l'amministrazione, «le emergenze erano due», ricorda il sindaco che sogna un futuro da volontario di Emergency: «c’era il rischio chiusura, scongiurato grazie alle nostre battaglie, del polo chimico che oggi è un sito industriale in piena attività con oltre 170 dipendenti, e la ricostruzione del tessuto produttivo che nel prossimo futuro ripartirà con nuove fabbriche una volta ripulite le aree della discarica Tremonti e la successiva bonifica dei siti 2A e 2B, di cui si attende il progetto esecutivo per far partire i lavori (dureranno 720 giorni). Spiegheremo tutto ai cittadini nell'incontro di martedì, alle 17 al centro visite Fiume Tirino, ma tanti sono stati i progetti per il rilancio turistico e sportivo nati intorno al Tirino». Tra le opere in cantiere, la sistemazione o ricostruzione dell'asilo comunale; il completamento dell'ex scuola Lola Di Stefano che ospiterà sede comunale e teatro e la costruzione del sottopasso per raggiungere la chiesa della Madonna di Cartignano.

