Bonifica sito industriale Progetti al vaglio lunedì

BUSSI SUL TIRINO. Lunedì il sindaco Salvatore Lagatta, con il commissario di governo Adriano Goio, i dirigenti Solvay, i rappresentanti della Regione e i dirigenti dell’Istituto superiore della...
BUSSI SUL TIRINO. Lunedì il sindaco Salvatore Lagatta, con il commissario di governo Adriano Goio, i dirigenti Solvay, i rappresentanti della Regione e i dirigenti dell’Istituto superiore della Sanità si troveranno al ministero dell’Ambiente a Roma per la conferenza dei servizi tesa all’approvazione dei progetti di messa in sicurezza e di bonifica delle aree esterne al Sito di interesse nazionale e di quelle interne al sito industriale.
Incombenze che spetteranno rispettivamente al commissario Goio e alla Solvay, proprietaria dell’area interna. Si tratta di un tavolo di lavoro considerato ultima tappa di un percorso durato molti anni e che dovrà mettere un punto fermo al complicato iter tecnico-burocratico che ha caratterizzato finora scelte e procedure.
Intanto negli ambienti lavorativi e sindacali, dopo l’incontro in Solvay in occasione della visita del presidente della commissione parlamentare Ambiente Alessandro Bratti, si è entrati in una sorta di agitazione, per la comunicazione fatta da Solvay della «perdita di circa un milione 800 mila euro riferita al reparto Clorosoda».
Un notizia che ha ripetuto anche il sindaco Lagatta «escludendo una possibile chiusura di un ramo d’azienda della Solvay. Chiudere oggi», continua Lagatta, «significherebbe licenziamenti e mobilità per le maestranze, prima che si avvii il processo di reindustrializzazione, condizione che complicherebbe le trattative in atto inducendo altri ritardi». Per quanto riguarda invece il reparto Eureco, sul quale pesa la perdita della commessa e che induce riflessioni con le sigle sindacali per ammortizzare la minore entrata, Lagatta dichiara che di fronte a una situazione di questo genere, pensare che, se dall’incontro del 15 giugno non escono sostanziali passi in avanti nel progetto di reindustrializzazione si possa arrivare a un disimpegno sempre più forte di Solvay nel Sito di Bussi, è una affermazione di cui il sottoscritto si assume la totale responsabilità».
Walter Teti
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