Bonifica veleni, Lolli vuole un vertice con il governo

L’assessore alle attività produttive scrive al sindaco Lagatta per spiegare l’assenza della Regione alla conferenza dei servizi del 30 ottobre a Bussi
BUSSI SUL TIRINO. Il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli scrive una lunga lettera al sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, per spiegare la mancata presenza della Regione alla conferenza dei servizi del 30 ottobre sc orso a Bussi, un incontro con tutte le parti interessate al progetto di bonifica e reindustrializzazione che, secondo Lagatta, doveva essere risolutivo per voltare pagina: passare dalla storia della discarica, dell'inquinamento, della contaminazione delle acque, della chiusura delle fabbriche, della disoccupazione e dello svilimento dell'economia del paese, alla rinascita.
Attorno a quel tavolo dove si sono trovati il sindaco, il commissario Adriano Goio, Solvay e Filippi Farmaceutica, sono mancati i rappresentanti di governo e Regione. Il primo perché ha contestato, come ha spiegato in una lettera il direttore Maurizio Penice, il contenuto dell'accordo inerente soprattutto il passaggio di proprietà del sito industriale dalla Sovay al Comune, la seconda che, alla luce della nota del ministero si è comportata di conseguenza. Lolli dice che «il giorno della riunione coincideva con un evento importante per la giunta regionale: la presentazione del Por-Fers 2014-2020 cioè della programmazione delle risorse comunitarie a favore dell'industria per i prossimi 7 anni. Riunione durata tutta la giornata, preparata da tempo e annunciata con largo anticipo». Per Lolli, non è una giustificazione tanto che ribadisce che «abbiamo inviato una lettera a firma dell'avvocato Gerardis, direttore generale della Regione, in cui sono stati ribaditi gli impegni concreti che la Regione, si assume per la propria parte di competenza subordinati alla presentazione e alla valutazione di un piano industriale compiuto».
Lolli si dichiara in linea con le finalità del progetto generale che ha condiviso in una riunione del 25 ottobre scorso ma poi propone «che sarebbe opportuno, viste le pesanti obiezioni segnalate dal ministero, concordare al più presto un incontro con il governo per superare le criticità rilevate nel documento». Altro nodo da sciogliere il disimpegno dal progetto dichiarato da Solvay dopo il 31 ottobre qualora non ci fosse stato l'accodo. Lolli ha una soluzione anche per questo: «Mi sono attivato con il management dell'azienda per ottenere una disponibilità temporale utile a proseguire e concludere il confronto in tempi ragionevoli e certi».

