Bono e The Edge, spettacolo live su Raitre

13 Ottobre 2014

Il leader e il chitarrista degli U2 presentano da Fazio in prima mondiale il nuovo “Songs of Innocence”

MILANO. «Ogni giorno si deve provare a ricominciare, guardare ai propri errori e azioni, da soli o con l'aiuto di Dio: noi l'abbiamo fatto con questo disco».

È con queste parole che Bono ha presentato ieri sera a “Che tempo che fa” l'ultimo disco degli U2, “Songs of Innocence”. Quattordici anni dopo la partecipazione a Sanremo, quattro anni dopo l'ultima esibizione live a Roma, gli U2 tornano in Italia per un'anteprima mondiale: la prima presentazione di “Songs of Innocence” dopo lo svelamento a sorpresa durante l'evento Apple del 9 settembre. L'intervista parte proprio dall'ultima volta degli irlandesi nella Tv italiana e al ruolo di Luciano Pavarotti nel portarli a Sanremo: «Quando conobbi il Maestro mio padre, appassionato di lirica, mi chiese come mi sentii ad incontrare un vero cantante», ha detto Bono a Fazio. «E dopo la morte di mio padre mi è sembrato che la mia voce fosse migliorata, come se mi avesse fatto un regalo». Non è strano che Bono parta da ricordi familiari: “Songs of Innocence” si preannunciava come il più intimo disco della loro carriera, e Bono e The Edge non hanno tradito questo intento parlando con Fabio Fazio della loro giovinezza. «Dopo l'ultimo album», ha detto Bono «ci siamo chiesti perchè fare un altro disco, perchè stare in una band e siamo tornati alle origini, abbiamo ascoltato la musica degli anni '70 con orecchie nuove, consapevoli di quanto ci avesse influenzato». Il nuovo album come un viaggio a ritroso alla ricerca dell'innocenza, insomma, un'ascesa il cui il punto più alto è l'incontro con il punk dei Ramones, sentiti in concerto a Dublino: «Il punk rock è stato l'inizio di qualcosa di completamente nuovo», dice The Edge a proposito del tributo a Joey Ramone del primo singolo «all'improvviso tutti potevano provarci con la musica». Ma oltre alla folgorazione musicale il disco racconta anche dell'innocenza perduta con le autobombe di Dublino del 1974. L'innocenza professata dal nuovo disco è anche uno stato al quale aggrapparsi: «grazie al gruppo e alla musica siamo rimasti sempre un po’ innocenti e naif», dice The Edge, e gli fa eco Bono: «al me stesso degli anni '70 direi “hai più ragione di quanto pensi”, ma quello che mi spaventa è cosa direbbe a me un giovane Bono!». E se la distribuzione gratuita via iTunes può sembrare meno innocente, Bono ha una risposta alle critiche ricevute per l'accordo con Apple che ha portato “Songs of Innocence” a mezzo miliardo di persone registrando 26 milioni di download: «Il disco è stato pagato da Apple come dono a tutti quelli che con iTunes per anni hanno pagato la musica: sappiamo bene quanto sia difficile per un musicista farsi pagare, Cole Porter oggi venderebbe t-shirt!». Da Fazio gli U2 hanno eseguito un set acustico che ha richiamato l'edizione deluxe dell'album - nei negozi da domani oltre all'edizione standard - che conterrà le undici canzoni già pubblicate anche in versione acustica. Dopo aver eseguito voce e chitarra “The Miracle (of Joey Ramone)” fra cori e battiti di mani di un pubblico entusiasta, The Edge è andato al piano per “Every Breaking Wave” in un arrangiamento che ha commosso la platea di “Che tempo che fa”. Dopo 25 minuti i saluti, con la promessa di tornare presto con il resto della band».