Bonus marzo, si può avere entro il 3 giugno

Termine ultimo per la richiesta: spetta ad autonomi, operai agricoli, co.co.co, lavoratori dello spettacolo
PESCARA. C’è ancora una settimana di tempo per chiedere all’Inps il bonus marzo di 600 euro: si tratta dell’indennità prevista dal decreto Cura Italia per alcune tipologie di lavoratori (autonomi, partite Iva, lavoratori dello spettacolo, stagionali del turismo, operai agricoli), per la quale il nuovo decreto Rilancio ha introdotto una scadenza di presentazione delle domande. Il decreto Rilancio prevede che tutti coloro con diritto al bonus marzo di 600 euro debbano presentare la domanda entro mercoledì 3 giugno (15 giorni dal 19 maggio, entrata in vigore del dl Rilancio). Chi ne avesse diritto e non lo avesse ancora fatto si deve affrettare: l’istanza si presenta all’Inps, utilizzando l’apposita procedura online, per la quale è necessario fare l’autenticazione. Il bonus di aprile è invece automatico per chi ha già fatto richiesta. La platea di potenziali beneficiari è rappresentata da coloro che hanno i requisiti previsti dagli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto legge 18/2020: liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (articolo 27 dl 18/2020); lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa al 23 febbraio 2020, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (articolo 27 dl 18/2020); lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie con l’eccezione della gestione separata (articolo 28 dl 18/2020); lavoratori dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro fra il primo gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente al 17 marzo scorso (articolo 29 Cura Italia); operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo; lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, dai quali deriva un reddito non superiore a 50mila euro, e non titolari di pensione.

