Bonus mille euro: chi può chiederlo

28 Gennaio 2021

È riservato a partite Iva e autonomi: come e quando averlo Il requisito essenziale resta il calo del fatturato nel 2020

La crisi di Governo non ferma il bonus da 1.000 euro. Manca solo l'approvazione del Ristori 5, varato per aiutare le categorie in difficoltà a causa della pandemia: misura che rientrerebbe nel «disbrigo di affari correnti» e negli «atti legislativi necessari per fronteggiare l'emergenza epidemiologica» su cui l'esecutivo, nonostante le dimissioni del premier, Giuseppe Conte, può ancora intervenire. Le risorse previste ammontano a 32 miliardi e riguardano indennizzi per tutte le categorie, compresi i professionisti, superando il criterio dei codici Ateco delle Camere di commercio per valutare solo la perdita di fatturato.
A CHI SPETTA. Tra gli incentivi del Ristori 5 figura il bonus 1.000 euro che verrà erogato ai detentori di partita Iva e ai lavoratori autonomi. Potranno presentare domanda di accesso all'incentivo coloro che hanno un reddito annuo inferiore a 50.000 euro, la partita Iva aperta e attiva da almeno tre anni e una posizione contributiva regolare, con i contributi regolarmente versati allo Stato negli ultimi tre anni.
Un altro requisito essenziale, per accedere al bonus, è il calo del fatturato che, questa volta, non verrà calcolato comparando gli incassi di aprile 2020 con quelli dello stesso mese del 2019. Parametro, quest'ultimo, utilizzato per tutte le precedenti misure di sostegno varate dal Governo.
È stato stabilito, infatti, di estendere il lasso di tempo per il calcolo della perdita di fatturato all'intero 2020, dando la possibilità di accedere più facilmente alle misure di sostegno anche alle imprese stagionali e a tutte le attività che, pur essendo rimaste aperte per decreto, hanno subito un'evidente diminuzione degli incassi.
La perdita di fatturato deve essere pari o superiore al 33% nel 2020, rispetto all’anno precedente, a causa delle restrizioni imposte con il blocco delle attività per la pandemia.
CATEGORIE. Il bonus potrebbe essere esteso anche agli stagionali del turismo, con un rinnovo dell'indennità una tantum anche ai lavoratori dello sport. Il bonus da 1.000 euro sarà erogato ai lavoratori che non hanno diritto alla cassa integrazione, ma che sono stati colpiti in modo determinante dalla crisi pandemica.
Riguarderà, nello specifico, i lavoratori dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, i lavoratori in somministrazione, impiegati nelle imprese che operano nel comparto turistico, oltre ai lavoratori di altri settori diversi da quelli del turismo e delle terme, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro, ai lavoratori intermittenti e agli addetti alle vendite a domicilio.
PRESENTAZIONE DOMANDA. Le modalità di presentazione della domanda, al momento, sono ancora molto incerte. Non è stato ancora specificato, ma probabilmente il nuovo bonus Inps da 1.000 euro dovrà essere richiesto direttamente dal contribuente beneficiario.
L'alternativa è che lo stesso venga accreditato automaticamente dallo Stato, dopo aver verificato il versamento di tutti gli importi dovuti, da parte dei lavoratori autonomi che ne hanno fatto richiesta, come è già accaduto in precedenza per altri incentivi e il rispetto dei requisiti previsti.
ALTRI INTERVENTI. Il bonus da 1.000 euro partite Iva e i liberi professionisti si aggiunge alla nuova figura della cassa integrazione per gli autonomi, introdotta con la legge di Bilancio 2021, per costruire un piano di sostegno più corposo ai lavoratori autonomi.
Questi ultimi, particolarmente svantaggiati, non hanno beneficiato di adeguati aiuti nei mesi scorsi, tramite gli interventi disciplinati dai precedenti decreti. Un gap che il Governo intende colmare con il Ristori 5. Per i lavoratori dipendenti, invece, sono in arrivo altre 26 settimane di cassa oltre a quelle già utilizzabili fino a marzo, concesse dalla manovra di Bilancio.
Sono attese anche ulteriori importanti interventi di sostentamento. Il Governo sta lavorando ad altre misure che hanno come obiettivo quello di agevolare i contribuenti più colpiti dalla crisi.
Tra questi, è ormai certo che lo Stato si farà carico dei contributi per l’anno 2021, per alcune delle categorie più svantaggiate, versando direttamente le somme all’erario.
PACE FISCALE. Sulla lunghezza d’onda del bonus 1.000 euro per le partite Iva, è in previsione l'applicazione della pace fiscale per l’anno 2021 che sarà espressamente contemplata dal nuovo decreto Ristori 5, improntato prettamente alla tutela delle imprese.
Con la pace fiscale si intende una serie di agevolazioni per procrastinare o sospendere i pagamenti al fisco: particolarmente attesa è la nuova rottamazione cartelle 2021 che servirà a dare respiro ai contribuenti.
Saranno rottamate le cartelle dal 2016 al 2019. Una misura è rivolta ai contribuenti che si trovano in difficoltà ed hanno delle posizioni aperte con il fisco, determinate da morosità incolpevoli, che derivano cioè da una reale impossibilità di far fronte ai pagamenti richiesti dallo Stato.
Oltre a tale previsione sono attese altri due interventi volti a rinviare le cartelle esattoriali, per i soggetti in difficoltà, e a scontarle per chi è in grado di pagare. Infine, il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali per il 2021.