Bonus mobili, c’è lo sconto sul 730 per arredi ed elettrodomestici

La detrazione fiscale al 50% è valida per gli acquisti relativi alle abitazioni oggetto di ristrutturazione Spesa massima 10mila euro, nel 2024 scenderà a 5mila. Servono le fatture e i pagamenti elettronici
Resiste il Bonus mobili nel 730 per il 2023, anche se la cifra massima consentita è in progressivo calo: nel 2024 scenderà a 5mila euro. La detrazione fiscale Irpef al 50% è valida per l’acquisto di mobili d’arredo e grandi elettrodomestici di diverse classi energetiche con una spesa massima fino a 10mila euro. Il presupposto fondamentale per ottenere la detrazione sui pagamenti sostenuti nel 2022 è la presenza di interventi edilizi partiti l’anno precedente, compresi i cantieri sugli immobili che sono stati danneggiati da calamità naturali. Oltre alle fatture di acquisto occorrerà, da parte del contribuente, conservare la traccia di pagamento anche per i casi di finanziamento.
il 730 di quest’anno
Per la dichiarazione dei redditi 2023 anche quest’anno è possibile usufruire del bonus mobili nel modello 730. Si tratta di un’agevolazione del 50 per cento relativa all’acquisto di grandi elettrodomestici o mobili d’arredo, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio. Dalla sua introduzione il bonus mobili ha oscillato più volte in merito al tetto di spesa sul quale calcolare lo sconto. Per le spese sostenute nel 2022 da dichiarare nel 730 di quest’anno il limite massimo è di 10mila euro mentre per quelle nel 2023 il limite sarà di 8mila euro. Infine scenderà a 5mila nel 2024. Andando a ritroso, per il 2021 il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione era pari a 16.000 euro. Il pagamento va effettuato con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Come stabilito nella legge di Bilancio 2022, anche per quest’anno la detrazione sarà ripartita tra i beneficiari in dieci quote annuali di pari importo.
cosa si può acquistare
Il bonus mobili al 50 per cento si applica per l’acquisto di complementi d’arredo e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori. L’acquisto, come detto, deve essere effettuato da chi ha realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal primo gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. La conservazione della traccia che certifica la classe energetica dell’elettrodomestico è fondamentale per l’erogazione del bonus.
prima la ristrutturazione
La richiesta dell’agevolazione scatta nel caso in cui prima dell’acquisto del mobile oppure dell’elettrodomestico è avvenuto un intervento edilizio come la manutenzione straordinaria sul singolo immobile o su parti comuni di edifici residenziali. Il bonus mobili vale anche per la ricostruzione di immobili a seguito di calamità naturali per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza. Rientrano sotto l’ombrello della detrazione anche i lavori edilizi di restauro su immobili che sono stati venduti o assegnati entro diciotto mesi dal completamento del cantiere. Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, è possibile fruire di una detrazione del 50% secondo i massimali previsti. Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
bonus casa
Lo sconto del bonus mobili si applica a cessioni del credito o sconto in fattura sul bonus casa, ma in questo caso il beneficiario che riceve le agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio è l’unico che ha accesso alla detrazione.
documenti da conservare
Oltre alle fatture di acquisto nella compilazione del 730 occorre conservare i documenti di pagamento come bonifici, estratti conto o ricevute di altri mezzi di pagamento elettronico per la verifica dell’importo e della tipologia dei beni acquistati. Il contribuente è tenuto a custodire la traccia del pagamento anche nel caso dell’acquisto tramite finanziamento.

