Bonus vacanza? No, grazie Ecco perché non decolla

3 Luglio 2020

In regione otto strutture ricettive su 10 per ora non aderiscono: non conviene

L'AQUILA. Otto imprese turistiche abruzzesi su dieci non attiveranno il bonus vacanza varato dal Governo. L'incentivo, disponibile dal 1° luglio, per attrarre turisti e muovere il mercato delle presenze estive, ha trovato un primo stop proprio nella formula adottata. Il tax credit può essere fruibile con credito d'imposta o usufruendo direttamente di uno sconto in fattura. Quest'ultima opzione è la preferita dai vacanzieri, ma non trova riscontro tra i proprietari delle strutture ricettive che, come evidenzia anche Federalberghi, non hanno la liquidità necessaria per anticipare le somme. Sul portale bonusvacanze.ItalyHotels.it è disponibile un primo elenco di oltre mille attività turistico-ricettive che accettano il bonus. Pochissime sono abruzzesi.
BONUS FLOP. Chi si aspettava un boom di prenotazioni è rimasto deluso. Almeno stando ai primi riscontri. La percentuale di alberghi, hotel di lusso, agriturismi, b&b e campeggi che hanno attivato il bonus vacanze - l'adesione è volontaria - in Abruzzo oscilla tra il 15 e il 20%.
«Se da un lato c'è stata una risposta oggettivamente interessante da parte degli operatori turistici», afferma Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, «dall'altra il bonus si è trasformato in un ulteriore adempimento burocratico e in un sacrificio economico-finanziario, in quanto lo zoccolo duro delle imprese turistiche abruzzesi è di dimensioni medio-piccole. Aziende che necessitano di liquidità per pagare dipendenti e fornitori e che, dopo tre mesi di chiusura totale, non hanno la forza economica per anticipare le somme necessarie ai soggiorni dei turisti». Il credito d'imposta può essere utilizzato, infatti, dai vacanzieri che possono cederlo anche all'hotel o alla struttura scelta per la vacanza che, a suo volta, può scaricare le somme dalle tasse.
QUANDO I RIMBORSI? La diffidenza nasce proprio da qui. Dal timore di tempo troppo dilatati per i rimborsi dei soggiorni. «Gli imprenditori sono alle prese con significativi crolli di fatturato», spiega Giovannelli, «la maggior parte dei turisti opta per lo sconto in fattura e il timore è di non avere liquidità sufficiente per coprire i costi aziendali e soddisfare le richieste dei bonus vacanza. Sarebbe stato più semplice prevedere il credito d'imposta solo a carico delle famiglie, con recupero sulla dichiarazione dei redditi».
COME FUNZIONA. Possono accedere al bonus vacanze previsto nel decreto Rilancio, che oscilla da 150 a 500 euro, le famiglie con Isee fino a 40mila euro. Il periodo coperto dall'agevolazione va dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, ma la norma non prevede alcun obbligo di accettazione del bonus da parte delle strutture ricettive. Il sistema Federalberghi ha attivato due canali di promozione del contributo per coinvolgere il maggior numero di clienti e di strutture ricettive, anche attraverso il portale bonusvacanze.ItalyHotels.it e con la firma di un protocollo d’intesa con l’Abi, per sensibilizzare gli esercenti all’utilizzo del bonus.
In base a un’indagine di Federalberghi, l’80% dei turisti ha sentito parlare del bonus vacanze e il 91,6% si concederà, quest'estate, una vacanza. Di questi, più della metà ha intenzione di utilizzare il tax credit. Percentuale a cui non corrisponde, però, la disponibilità delle strutture ad accettare il bonus.
REGOLE DI BASE. L’agevolazione post-Covid prevede uno sconto e un tax credit sul costo delle vacanze, a patto che vengano effettuate in Italia e prenotate senza l'intermediazione di piattaforme web. Per usufruire del bonus è necessario inoltrare una specifica richiesta utilizzando la app “IO” presente sul portale di PagoPa. Il bonus è utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare e vale per una sola vacanza. Se il costo del soggiorno è inferiore all’importo del bonus riconosciuto, lo sconto va calcolato sul corrispettivo dovuto, come anche la detrazione. Il bonus ha un valore massimo di 500 euro per famiglie di almeno tre persone, che scende a 300 euro per le coppie e a 150 euro per i single. In tutti e tre i casi, l'Isee del nucleo familiare non deve superare i 40mila euro. L'80 per cento del contributo può essere recuperato subito, sotto forma di sconto sul pagamento dovuto alla struttura turistica, la quale lo recupererà in un secondo momento con il credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione. Il 20% con la detrazione d’imposta va nella dichiarazione dei redditi 2021.
LE CONDIZIONI DI UTILIZZO. Per l'utilizzo del bonus vacanze devono sussistere una serie di condizioni: ne può beneficiare un solo componente del nucleo familiare, anche diverso dalla persona che lo ha richiesto. Inoltre, il bonus deve essere speso in un’unica soluzione, e non può essere spacchettato su più periodi di vacanza, in una sola struttura turistica ricettiva italiana che sia hotel, villaggio turistico, campeggio, agriturismo o b& b. Soggiorno o servizio turistico devono essere documentati da una fattura, documento commerciale, scontrino o ricevuta fiscale, in cui viene indicato il codice fiscale della persona che usufruisce dello sconto. Infine, il pagamento della vacanza deve avvenire senza ausilio, intervento o intermediazione di portali o piattaforme diversi da agenzie di viaggio o tour operator.
L’ATTIVAZIONE. È praticamente immediata. Dopo aver inoltrato la richiesta tramite "IO Italia", l’App completa le verifiche dei requisiti del richiedente connettendosi con il portale web dell'Inps e invia i dati di riepilogo all’Agenzia delle entrate che, a sua volta, effettua gli opportuni controlli fiscali per, poi, inviare all'utente la conferma che il bonus è attivo.