Boom di presenze in città, le spiagge prese d’assalto

Record di turisti in arrivo e tanti pescaresi rinunciano alle vacanze: è tutto esaurito La Confcommercio: «Finiti gli ombrelloni». La Cna: «Recuperiamo gli incassi persi»
PESCARA. Sarà un Ferragosto in città, per molti pescaresi. Lo dimostrano le spiagge affollate, al punto che non ci sono più ombrelloni disponibili, e lo provano anche le presenze in centro, nei locali, nei luoghi della movida e nelle strade dello shopping. Per le attività «è un bene che molti restino qui», fa notare Carmine Salce, direttore della Cna, «perché la presenza dei Pescaresi» in un periodo che tradizionalmente è destinato alle vacanze fuori città, «si aggiunge a quella dei turisti. Da parte dei ristoratori c’è un prudente livello di soddisfazione anche se non manca la preoccupazione per l’ultima settimana di agosto, quando i turisti andranno via. Le presenze di questi giorni sono utili per recuperare quanto si è perso nei mesi precedenti, a causa della pandemia», fa notare. Certo, c’è da fare i conti con «il problema della carenza idrica e qualcuno ha anche difficoltà a produrre il ghiaccio», conclude Salce.
«A parte una piccola fetta di pescaresi che si è spostata in montagna in Abruzzo, il resto rimane qui»: è l’analisi di Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio che parla di «ombrelloni tutti occupati al punto che non si riescono a soddisfare le richieste che arrivano in questi giorni per cui il sistema va rivisto». Sempre dalla Confcommercio, Carlo Miccoli (Federazione italiana pubblici esercizi) nota che «molti restano a Pescara, specie tra gli adulti, anche se magari il giorno di Ferragosto si trascorre fuori città e poi il 16 Pescara si riempirà di gente. Credo che la scelta di rimanere in città sia legata ai timori per il virus mentre l’anno scorso c’era un desiderio maggiore di libertà, di evasione e si è scelto di partire». «In una situazione in cui si avverte ancora il peso delle restrizioni», commenta dalla Confartigianato Fabrizio Vianale, «per la città c’è un risvolto positivo, perché c’è maggiore movimento e questo vuol dire che si crea un buon flusso in tanti settori, dai ristoranti agli artigiani. Una situazione di questo tipo può essere lo spunto per un ragionamento sul futuro, per mettere al centro di tutto lo sviluppo del territorio, per potenziare il turismo, ad esempio puntando sui bed and breakfast, che in questo momento sono pieni. Mi auguro anche», conclude, «che si riesca ad attuare una politica di fidelizzazione di chi ha scelto Pescara».
«I segnali che i pescaresi avrebbero scelto Pescara c’erano dall’inizio della stagione perché gli ombrelloni erano già tutti prenotati, anche la quota generalmente destinata ai turisti. Una scelta che potrebbe essere legata al Covid o alle restrizioni economiche», fa notare Gianni Taucci, della Confesercenti. Una permanenza in città che «si ripercuote anche negli spostamenti verso le zone interne, per un turismo esperienziale. Certo, dal punto di vista economico è un turismo più povero: i Pescaresi non fanno alcune spese, stando a casa. Il turismo interno è sempre mancato, in Abruzzo, per cui si nota (anche se è una permanenza forzata), e questa presenza maggiore fa bene al settore, riduce i rischi del Covid e aumenta i fatturati negli ambienti balneari e nei ristoranti».

