Borgo senz’acqua per un giorno: a Città Sant’Angelo torna l’incubo

10 Marzo 2022

Un danno all’acquedotto Tavo ha costretto l’Aca a sospendere l’erogazione nella giornata di ieri E il sindaco Perazzetti chiede garanzie per i prossimi mesi: «Mai più a secco come la scorsa estate»

CITTà SANT’ANGELO. I tecnici dell’Aca hanno lavorato tutto il giorno per risolvere il problema occorso sull’acquedotto Tavo, che ha comportato nel pomeriggio di ieri la mancanza di acqua in tutto il centro storico di Città Sant'Angelo, ma anche nelle zone di Villa Cipressi e Fonte Canale. La situazione è lentamente tornata alla normalità durante la sera, ma quanto accaduto ha fatto scattare il primo campanello d’allarme della stagione, con la mente degli angolani che è tornata subito alla scorsa estate, quando la carenza idrica ha lasciato a secco buona parte del territorio durante il periodo di Ferragosto. Il timore che l’emergenza possa ripresentarsi anche durante la prossima stagione calda è forte, anche sulla base di un inverno piuttosto arido, come evidenziato dalla scarsità di piogge, e che induce gli amministratori ad approcciarsi a una nuova estate dove la carenza d’acqua sarà un fattore con cui convivere. Ma, a differenza di quanto accaduto in passato, stavolta si vuole provare a giocare d’anticipo. Da quello che filtra infatti, il sindaco Matteo Perazzetti dovrebbe richiedere una riunione con l’Azienda acquedottistica e la Protezione civile per la prossima settimana, non solo per capire cosa aspettarsi la prossima estate, ma anche per organizzare la macchina in modo da evitare i disagi visti lo scorso anno, quando decine di famiglie sono rimaste per giorni senz’acqua, private persino della possibilità di lavarsi. Per non parlare dei turisti rimasti a secco durante le vacanze.
«Ci aspettiamo una condizione uguale, se non peggiore rispetto a quello che è accaduto durante l’estate 2021», spiega il primo cittadino senza troppi giri di parole. «Una previsione che si basa soprattutto sulla siccità, vista anche durante l’inverno. Quello che però possiamo fare stavolta è organizzarci meglio».
L’idea è quella di istituire dei punti di raccolta, da comunicare preventivamente anche attraverso una mappa, dove le persone possono recarsi per prelevare taniche di acqua potabile. «Di fatto è lo stesso meccanismo messo in piedi a Ferragosto, ma in quella circostanza siamo stati costretti a organizzarci in poche ore, e in molti sono rimasti spiazzati. Adesso invece ci muoviamo per tempo, così da dare alla popolazione dei punti di riferimento da utilizzare in caso di necessità».
Esclusa invece l’ipotesi di distribuire l’acqua tramite l’utilizzo di autobotti, in quanto il sistema non consentirebbe di mantenere un adeguato standard igienico.