Borsacchio, l’appello «La Regione approvi velocemente il Pan»

30 Marzo 2024

Parla il presidente delle Guide della Riserva, Borgatti «Solo così cadrebbero quei vincoli causa delle tensioni»

ROSETO. La parola magica in realtà è un acronimo: Pan. Che sta per Piano di assetto naturalistico. Il tira e molla sui confini del Parco del Borsacchio, tra perimetrazioni prima ridotte e poi congelate, osservazioni ministeriali e ricorsi annunciati, ora si arricchisce di una nuova puntata.
È Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio, guardia ambientale, a fornire la sua soluzione per risolvere senza ulteriori lungaggini la problematica della Riserva. «Ora resta una sola opzione per evitare altri decenni di stallo che penalizzano ambiente, agricoltori e turismo sostenibile», dichiara, «esiste una sola possibilità per chiudere velocemente la situazione e sbloccare la zona e dar vita a una vera riserva che sia una opportunità per la natura , per i residenti, agricoltori e turisti».
«La soluzione», spiega, «è adottare in Regione il Pan già pronto a cui manca solo un breve passaggio di pochi giorni per far cadere quei vincoli delle norme transitorie che hanno causato le tensioni e le incomprensioni. Una riserva creata, ricordiamolo, su basi scientifiche, non ha un parametro di dimensione per essere valutata, ma di come viene gestita e di come le norme specifiche creano armonia fra uomini, natura ed economia sostenibile».
Secondo Borgatti «senza gestione e regole anche un ettaro è troppo, con una buona gestione e buone norme 1.000 ettari sono pochi, come sempre succede nei casi virtuosi dove anche chi è fuori riserva chiede di entrare».
La preoccupazione dei sostenitori della perimetrazione larga del Borsacchio è che «se si deve fare un nuovo perimetro, diverso, anche solo di una manciata di terreni, bisogna ripartire con tutto l'iter che è durato quasi vent'anni e i terreni nei precedenti confini rimarranno sotto norme transitorie fino alla nuova riserva».
«Bisogna rifare gli studi», osserva Borgatti, «rifare le norme, le consultazioni preventive di enti locali e portatori d'interesse, ingaggiare tecnici, portare norme nella cittadinanza, in consiglio comunale, poi aprire le osservazioni, esaminare, emendare, accettarle o rifiutarle e poi tornare in regione per adozione».
La Regione apre a un confronto ma quel che, «anche i detrattori, non hanno considerato è che nei casi più virtuosi ci sono voluti dai 7 ai 10 anni, nei casi meno virtuosi, vedi Riserva Borsacchio, quasi 20 anni. In questo periodo fra confini a 1.100 ettari e un nuovo eventuale perimetro però rimarrebbero, in tutti i 1.100 ettari, le norme transitorie che hanno causato i problemi. Se va bene per altri 10 anni».
Il taglio della riserva è stato congelato, i confini ripristinati a 1.100 ettari e sono tornate le famose o famigerate norme transitorie di salvaguardia .
La Regione «ha congelato», spiega il presidente delle Guide del Borsacchio, «per evitare la bocciatura in Corte Costituzionale di una operazione svolta senza seguire i parametri delle leggi quadro nazionali. La Regione apre a un percorso partecipativo per ridiscutere della riserva come le norme prevedono. Ma c'è l’aspetto, delle norme transitorie».
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