Borsacchio, l’appello «La Regione approvi velocemente il Pan»

Parla il presidente delle Guide della Riserva, Borgatti «Solo così cadrebbero quei vincoli causa delle tensioni»
ROSETO. La parola magica in realtà è un acronimo: Pan. Che sta per Piano di assetto naturalistico. Il tira e molla sui confini del Parco del Borsacchio, tra perimetrazioni prima ridotte e poi congelate, osservazioni ministeriali e ricorsi annunciati, ora si arricchisce di una nuova puntata.
È Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio, guardia ambientale, a fornire la sua soluzione per risolvere senza ulteriori lungaggini la problematica della Riserva. «Ora resta una sola opzione per evitare altri decenni di stallo che penalizzano ambiente, agricoltori e turismo sostenibile», dichiara, «esiste una sola possibilità per chiudere velocemente la situazione e sbloccare la zona e dar vita a una vera riserva che sia una opportunità per la natura , per i residenti, agricoltori e turisti».
«La soluzione», spiega, «è adottare in Regione il Pan già pronto a cui manca solo un breve passaggio di pochi giorni per far cadere quei vincoli delle norme transitorie che hanno causato le tensioni e le incomprensioni. Una riserva creata, ricordiamolo, su basi scientifiche, non ha un parametro di dimensione per essere valutata, ma di come viene gestita e di come le norme specifiche creano armonia fra uomini, natura ed economia sostenibile».
Secondo Borgatti «senza gestione e regole anche un ettaro è troppo, con una buona gestione e buone norme 1.000 ettari sono pochi, come sempre succede nei casi virtuosi dove anche chi è fuori riserva chiede di entrare».
La preoccupazione dei sostenitori della perimetrazione larga del Borsacchio è che «se si deve fare un nuovo perimetro, diverso, anche solo di una manciata di terreni, bisogna ripartire con tutto l'iter che è durato quasi vent'anni e i terreni nei precedenti confini rimarranno sotto norme transitorie fino alla nuova riserva».
«Bisogna rifare gli studi», osserva Borgatti, «rifare le norme, le consultazioni preventive di enti locali e portatori d'interesse, ingaggiare tecnici, portare norme nella cittadinanza, in consiglio comunale, poi aprire le osservazioni, esaminare, emendare, accettarle o rifiutarle e poi tornare in regione per adozione».
La Regione apre a un confronto ma quel che, «anche i detrattori, non hanno considerato è che nei casi più virtuosi ci sono voluti dai 7 ai 10 anni, nei casi meno virtuosi, vedi Riserva Borsacchio, quasi 20 anni. In questo periodo fra confini a 1.100 ettari e un nuovo eventuale perimetro però rimarrebbero, in tutti i 1.100 ettari, le norme transitorie che hanno causato i problemi. Se va bene per altri 10 anni».
Il taglio della riserva è stato congelato, i confini ripristinati a 1.100 ettari e sono tornate le famose o famigerate norme transitorie di salvaguardia .
La Regione «ha congelato», spiega il presidente delle Guide del Borsacchio, «per evitare la bocciatura in Corte Costituzionale di una operazione svolta senza seguire i parametri delle leggi quadro nazionali. La Regione apre a un percorso partecipativo per ridiscutere della riserva come le norme prevedono. Ma c'è l’aspetto, delle norme transitorie».
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