Borsacchio, Marsilio apre al confronto alla vigilia del Consiglio

In un video di 16 minuti il presidente chiarisce l’emendamento della lite Ricostruisce la notte del voto, attacca il Pd e lancia un invito al Comune
ROSETO. «Nessuno ama ridurre le riserve. Tutti amiamo l’ambiente, ma bisogna essere seri e farlo in maniera realistica e concreta». Marco Marsilio rompe un lungo silenzio alla vigilia del Consiglio comunale straordinario sul taglio della Riserva del Borsacchio che si terrà oggi a Roseto. Fermo nelle sue posizioni e in quelle della maggioranza di centrodestra in Regione, ma aperto al confronto.
«Se si è arrivati a questa soluzione, c’era un’esasperazione sul territorio che ha prodotto, in una parte dei rappresentanti di quella zona in Consiglio regionale, una reazione, forse esagerata, forse eccessiva, ma comprensibile. In 18 anni questa Riserva non ha mai fatto attività ufficiali. Lodevoli le attività delle Guide del Borsacchio e delle altre associazioni che fanno volontariato, ma quella non è una riserva. Portare persone a passeggio per le colline lo si può fare anche senza una riserva».
Così afferma il presidente Marsilio, in un video di 16 minuti diffuso ieri pomeriggio, sul caso Borsacchio, la riserva ridotta da 1.008 ettari a soli 24 con un emendamento alla legge di Bilancio, promosso dai consiglieri Emiliano Di Matteo, Mauro Febbo, Simona Cardinali, Federica Rompicapo e Umberto D’Annuntiis, e approvato sul filo di lana in Consiglio regionale il 28 dicembre scorso.
LA STRISCIA DI GAZA
«Con l’istituzione della riserva», prosegue il governatore, «sono scattate le clausole di salvaguardia che impediscono qualunque tipo di attività. La popolazione residente e gli agricoltori del luogo», afferma, «si sono lamentati di aver ricevuto dinieghi, multe, mancate autorizzazioni. Tutto questo ha generato un conflitto e la riserva, invece di essere un’opportunità di crescita, è diventata, per coloro che ci vivono, un problema, se non addirittura un flagello. Il punto è che il Comune di Roseto non ha mai fatto quello che doveva fare. Non sono mai stati approvati né il Piano di assetto naturalistico né il Programma pluriennale di attuazione». Ma c’è anche l’apertura al dialogo.
IL DOPPIO VINCOLO
«Chiedo e mi aspetto che il Comune approvi il Piano di assetto naturalistico e il Ppa, che metta in condizione di nominare il comitato di gestione, che lo faccia garantendo ampia condivisione tra tutti i portatori di interessi. Il Comune stanzi anche le risorse per poter far funzionare la Riserva. A quel punto la Regione sarà pronta a sedersi al tavolo, a recepire questo strumento». Nessuna apertura, invece, verso le opposizioni, in particolare il Pd. «O questa opposizione dorme e non è capace di fare l'opposizione o era complice», tuona Marsilio, che assesta un colpo basso: «Si capisce anche il sospetto della complicità, che io nutro ancora, quando, dopo aver fatto la votazione e proclamato i voti contrari di tutte le opposizioni, qualcuno chiede di nuovo di intervenire e cambia il proprio voto da contrario ad astenuto».
NOVANTESIMO MINUTO
Così sostiene il presidente della Regione a proposito di quanto è accaduto nel momento cruciale del voto dell’emendamento. «È stato raccontato che qualcuno di notte fa un blitz, mette in votazione un testo che nessuno conosce, ha potuto leggere o subemendare», dice, «ma per fortuna oggi le sedute dei consigli regionali vengono riprese integralmente e sono scaricabili. Troverete che alle 22.30 del 28 dicembre il presidente Sospiri riapre la seduta, annuncia la presentazione degli emendamenti che verranno messi al voto, li comunica via mail a tutti i consiglieri regionali e solo a 00.10 ne inizia l’esame. Vuol dire che per un’ora e mezza i consiglieri hanno avuto tutto il tempo di fare tutto quello che era nella loro facoltà. Ma non lo hanno fatto. Dalle immagini», spiega Marsilio, «si vede chiaramente che sui banchi dell’opposizione sono tutti presenti. A mezzanotte e mezza Sospiri chiama l’emendamento che riduce la riserva del Borsacchio. Qualcuno chiede di cosa si tratti e lui esplicitamente legge con chiarezza che riguarda la riserva. Aspetta almeno dieci secondi in silenzio, non c’è nessuno che alza un dito, nessuno che ha una minima reazione. Dopo averlo ascoltato e votato, la parte dell’opposizione riconducibile al Pd ha detto che non era contraria, ma che si asteneva. Sono gli stessi che il giorno dopo hanno iniziato a stracciarsi le vesti, sono quelli che sono stati un’ora e mezza con quell’emendamento depositato e hanno fatto finta di non leggerlo o di non capirlo».
E conclude in modo caustico: «Non accetto lezioni da chi ha dimostrato di non saper fare il proprio mestiere all’opposizione e quindi non può neanche credibilmente proporsi al governo». Ma non finisce qui.
GRAZIE, MA NON POSSO
Oggi, alle 17.30, in piazza della Repubblica di fronte al Comune di Roseto, ci sarà una manifestazione alla quale parteciperanno diverse associazioni ambientaliste e gruppi politici, e alle 18 ci sarà anche un flash mob per dire no al taglio della Riserva. Alle 18.30, infine, si svolgerà il consiglio comunale straordinario al quale sono stati invitati anche i consiglieri provinciali, quelli regionali di maggioranza e opposizione, e il presidente Marsilio, il quale, però, ha precisato che non ci sarà. «Io partecipo ai consigli regionali, il consiglio comunale deve svolgersi nella sua autonomia».
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