Borsacchio, niente accordo: la Riserva ridotta a 24 ettari

Respinto l’emendamento dell’opposizione, rifiutato l’incontro con i manifestanti
L’AQUILA. Diciassette è il numero che decreta la definitiva riduzione della superficie della Riserva del Borsacchio. Diciassette come i consiglieri regionali di maggioranza di centrodestra che hanno deciso di respingere l’emendamento con Dino Pepe primo firmatario, che chiedeva il ripristino dei 1.100 ettari dell’area naturale.
Non bastano gli undici voti a favore dell’opposizione di centrosinistra. Così come non è bastata l’accorata arringa difensiva del sindaco di Roseto, Mario Nugnes, davanti alla conferenza dei capigruppo ieri mattina prima della seduta del Consiglio regionale, né il confronto con il presidente della Regione, Marco Marsilio (unico astenuto nella votazione). Inutile anche il sit-in vivace e colorato dei sostenitori della Riserva che hanno raccolto 22mila firme («Ma non ci è stato consentito di consegnarle, è scandaloso», si lamenta Dante Caserta del Wwf). Archiviata anche la proposta di mediazione presentata dal capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo, che prevedeva, come proposta di mediazione, una superficie di circa 200 ettari. Il portavoce delle guide del Borsacchio, Marco Borgatti, guarda oltre ed è sicuro che «se non sarà la politica regionale, allora la palla passerà all’attenzione della Corte Costituzionale e la riserva tornerà al confine tradizionale. Questo lo sanno tutti e allora la domanda è: davvero vogliamo perdere tanti anni? Perdono tutti: l’ambiente in primis, soprattutto nel suo potenziale, ma anche gli operatori perché qualsiasi intervento sarebbe soggetto a un ricorso alla Consulta».
IL SIT-IN
Un cospicuo numero di cittadini di Roseto e non solo si è riunito nella piazza dell'emiciclo del Consiglio Regionale per difendere la Riserva Borsacchio dalla cancellazione. Un forte sostegno è giunto da oltre 260 associazioni, comprese quelle di categoria, sindacati e confederazioni del settore commerciale, turistico e lavorativo. «In breve tempo», spiega Borgatti, «sono state raccolte 21.200 firme, di cui oltre 14.000 su carta, dimostrando l'ampio sostegno della comunità locale alla riserva. Segnaliamo con importanza che 700 firme provengono dalla frazione di Cologna Spiaggia, evidenziando il legame con la riserva in quella zona».
Le firme alla fine sono state consegnate alla Regione, ma l’esito dei lavori del Consiglio regionale ha deluso le centinaia di persone presenti in piazza di fronte all’Emiciclo. «Le notizie false diffuse», prosegue, «risultano ora più chiare. Le osservazioni al Piano di assetto naturalistico (Pan) presentate dai non residenti non trattano dell'agricoltura, consentita anche durante il periodo di vincolo, ma si concentrano su strutture alberghiere, turistiche, Spa, appartamenti e piscine. È ora evidente, visto che il vincolo paesaggistico viene sempre richiamato, è uno strumento che non ferma queste richieste. Basti pensare che il lungomare di Roseto ha lo stesso vincolo paesaggistico e non impedisce alberghi o grandi strutture».
In sostanza i proprietari non residenti chiedono «una sorta di lungomare alberghiero con strutture, Spa e piscine. La riserva non è solo un'area attuale, ma un potenziale che, attivato con il Pan, il Comitato di Gestione e il Piano Pluriennale, può favorire il recupero degli habitat e stimolare un'economia sostenibile».
GLI AGRICOLTORI
«I piccoli agricoltori, non rappresentati dalle confederazioni dei grandi proprietari terrieri», precisa Borgatti, «sono con noi, in attesa delle opportunità e dei finanziamenti destinati dall'Europa alle aree protette per un'agricoltura di qualità e un'accoglienza turistica. La riserva è un investimento per il futuro, un modello da seguire come la Toscana. La natura ha bisogno di tempo, e chi aspira a un'impresa agricola e turistica sostenibile necessita di opportunità e finanziamenti adeguati. Continueremo a difendere la riserva, affinché possa diventare un motore di sviluppo sostenibile per la comunità locale.
IL WWF
Stizzita la reazione dell’associazione ambientalista. «Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il presidente della Regione, Marco Marsilio», osserva Filomena Ricci, delegato Wwf Abruzzo, «si sono rifiutati di ricevere una delegazione in rappresentanza degli oltre 100 partecipanti al sit-in organizzato dalle associazioni ambientaliste. Si sono così rifiutati di ricevere dalle mani dei promotori le oltre 22.000 firme raccolte fino ad oggi contro la cancellazione del Borsacchio. Le firme sono state quindi affidate al sindaco di Roseto che è stato ricevuto in Regione. Ma non solo: l'avvio dei lavori del Consiglio, previsto alle ore 12, è stato rinviato di ora in ora fino a quando alle 15.30 i cittadini hanno dovuto riprendere i pullman per tornare nelle loro abitazioni. È vergognoso che chi rappresenta le istituzioni abbia scelto di chiudersi nel palazzo e non accogliere la voce dei cittadini che, attraverso una presenza pacifica e colorata, hanno manifestato davanti al Consiglio. La promessa di riaprire la discussione con il nuovo consiglio dopo le elezioni è una presa in giro. E non è certo promettendo di aumentare di qualche decina di ettari la Riserva che si potranno ingannare i cittadini abruzzesi. La battaglia per la Riserva del Borsacchio non si chiude qui. Faremo tutto il possibile affinché la riserva torni ad essere quello che deve essere».
IL CONSIGLIO
In mezzo ai vari interventi dei consiglieri regionali le posizioni più nette sono state, da un lato quella di Dino Pepe (Pd) – primo firmatario dell’emendamento che vede anche le firme di Silvio Paolucci, Francesco Taglieri, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani, Americo Di Benedetto, Domenico Pettinari, Barbara Stella, Pietro Smargiassi e Giorgio Fedele – che ha spiegato i motivi per cui la Riserva deve tornare ai 1.100 ettari, e dall’altro il capogruppo di Forza Italia, Febbo, che ha difeso la validità dell’emendamento approvato nella notte del 28 dicembre che ha ridotto drasticamente a 24 ettari la superficie dell’area.
Quindi il voto con 17 no, 11 sì e un astenuto. La partita sembrerebbe chiusa, ma in realtà l’argomento Riserva, c’è da scommettere, resterà al centro della scena anche in futuro.
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