Borse lavoro, c’è una proposta

19 Marzo 2015

L’opposizione rilancia: tagliamo l’affitto del centro sociale

CAPPELLE SUL TAVO. Sui sussidi per i disoccupati, 10 euro l’ora in cambio di lavoretti per il Comune, l’opposizione torna alla carica con una proposta bis alla giunta per reperire i fondi e finanziare il progetto: spostare il centro sociale per anziani in un locale di proprietà comunale e recuperare così i 10mila euro attualmente pagati ogni anno per l’affitto.

La proposta di sovvenzione per “Mi impegno a Cappelle sul Tavo”, è stata avanzata dalla minoranza in risposta al “no” dell’esecutivo. La giunta del sindaco Maria Felicia Maiorano ha detto infatti che non c’è copertura finanziaria, quindi che non vi sono le condizioni per istituire borse lavoro.

Il programma di inclusione lavorativa rivolto ai cittadini meno abbienti aveva avuto il via libera con una mozione approvata dal Consiglio comunale. La decisione della giunta di accantonare il progetto, per mancanza di soldi sul bilancio 2014, non va giù al consigliere del gruppo Insieme per Cappelle, Stefano Carota: «La proposta è stata approvata all'unanimità, a testimonianza dell'importanza del provvedimento. Siamo convinti che volere è potere, quindi se c’è la volontà di fare, il modo lo si trova. Il percorso corretto è inserire questa voce nel bilancio di previsione 2015 e, al momento, non esiste nessun parere finanziario che lo impedisce. Se per l’ennesima volta la maggioranza non sa come fare, potremmo suggerire la soluzione, ricordando appunto che il Comune paga a un privato l’affitto di un locale per svolgere attività sociali a fronte di strutture comunali in disuso, questo risparmio potrebbe coprire quasi interamente il costo del progetto».

In sostanza, secondo la minoranza, se pure il Comune non riesce a finanziare le borse lavoro con 20mila euro, potrebbe partire anche stanziando meno risorse. Infine, il capogruppo Pierino Di Giandomenico lancia una provocazione: «Dica il sindaco a quanto ammontano le spese che l’ente sostiene per azioni legali contro i dipendenti e le piccole aziende che vantano un credito per servizi effettuati e faticano a essere pagati».

Gabriella Di Lorito

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