Botte ai quattro figli, madre a processo

La donna è accusata di maltrattamenti: docce gelate e percosse con la cinta ai ragazzi, tre dei quali hanno disturbi cognitivi
PESCARA. Una brutta storia di maltrattamenti in famiglia, della madre sui suoi quattro figli, finisce davanti al tribunale di Pescara.
L’imputata è una giovane donna della provincia di Pescara dove vive attualmente e dove sarebbe avvenuta questa vicenda giudiziaria. Il capo di imputazione è pesantissimo, non solo perché le vittime sono i suoi figli, tutti minori, ma soprattutto perché tre di loro sono affetti da disturbi cognitivi, del linguaggio e del comportamento.
Stando al capo di imputazione, stilato dal sostituto Rosangela Di Stefano, l’imputata «percuoteva per futili motivi i figli minori, anche con l’uso di una cinta, lanciandogli addosso le scarpe, graffiando la femminuccia, premendo un giravite sulla nuca di un altro figlio, mettendolo all’interno della vasca da bagno sotto un getto di acqua fredda, strillando ripetutamente incurante dei loro pianti, trascurando i loro pasti e così lasciandoli vivere in un clima di tensione e sopraffazione».
Fatti che finirono all’attenzione del Tribunale dei minori e dei servizi sociali del paese. Questo, naturalmente, dopo la denuncia presentata dall’ex marito dell’imputata che in quel periodo aveva in corso la separazione dalla donna, con tutto ciò che situazioni del genere possono scatenare in una coppia. E infatti tutta la vicenda va inquadrata in un ambito familiare tormentato, dove a farne le spese sarebbero stati gli incolpevoli figli della coppia. Sta di fatto che negli anni (i fatti contestati vanno dal 2011 al 2014) si è registrato l’intervento del tribunale dei minori che tolse i figli alla donna per affidarli prima ai servizi sociali (che avrebbero dovuto valutare le capacità genitoriali di entrambi i coniugi per poi riferire al giudice) e poi, momentaneamente, al padre.
Dal punto di vista processuale, ci fu un incidente probatorio richiesto dal pm, nel corso del quale i quattro figli avrebbero in linea di massima confermato i maltrattamenti subiti. Anche se una consulenza tecnica, nel febbraio del 2017, evidenziò la parziale attendibilità di tre dei quattro figli: «La loro condizione psichica e il loro funzionamento cognitivo deficitario sono tali da influire sulla loro capacità mnestica, e sulla loro capacità di rapportarsi con la realtà in modo obiettivo». Ma lo svolgimento del processo davanti al giudice monocratico Scalea avrebbe permesso quantomeno di confermare alcuni episodi. Con la testimonianza di un vicino di casa, o di un’altra testimone che assistette alla doccia gelata di uno dei bambini. L’avvocato dell'imputata, Carlo Corradi, intervenuto dopo l’incidente probatorio, e soprattutto dopo il rinvio a giudizio della donna, nel corso dell’ultima udienza ha chiesto e ottenuto dal giudice di far sottoporre l’imputata a una perizia psichiatrica per accertare se al momento dei fatti di cui si discute la donna era capace di intendere e di volere. E quindi, il 10 febbraio, il giudice affiderà l’incarico al professor De Leonardis. Acquisita la consulenza si deciderà se sottoporre o meno l’imputata all’esame davanti al giudice.
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