Bowling, la passione fa a pugni con la crisi «Oppressi dalle tasse»

28 Aprile 2015

Anche la sala giochi di via Saffi rischia la chiusura «Bollette insostenibili e imposta rifiuti da 6mila euro»

PESCARA. Sarebbe bello non avere paura. Ma la crisi, quella che sta spazzando via molte attività in ogni settore, spaventa anche Sandro Rossoni, 47 anni, di cui 28 trascorsi all'interno del Bowling di via Saffi, dove passa 7 giorni su 7, per cui conosce a menadito ogni sfumatura di questo posto e di questo lavoro. E' stato lui a insegnare l'arte ai suoi collaboratori, trasmettendo loro l'amore per il bowling insieme alla preparazione e alla professionalità necessarie, ma poi ha dovuto mandarli via, perché i tempi sono cambiati, le spese sono cresciute a dismisura, e non ce la fa ad andare avanti come un tempo. «L'epoca d'oro è stata quella in cui c'erano i camping, e il locale era frequentato da molti turisti. Ora il lavoro è diminuito - qui come altrove - di circa il 30 per cento e in altre regioni alcuni hanno chiuso. Prima il nostro Bowling, come tutti gli altri, era più frequentato, sia da famiglie sia da ragazzi, ma le disponibilità economiche non sono più le stesse e se si deve fare a meno di qualcosa, si taglia il superfluo e quindi anche la sala giochi. Lavoriamo di meno, ma non è solo questo perché ci troviamo a sostenere spese sempre più alte. Se andiamo avanti così rischiamo il collasso», dice Rossoni come un fiume in piena. Il riferimento è alle bollette «che sono diventate insostenibili, ad esempio quella dell'Enel», e alla Siae, ma anche alle imposte, che incidono in maniera notevolissima. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la tassa sui rifiuti, considerato che è arrivata una maxi bolletta da 6.197 euro (l'anno scorso era di 4.438 euro), cioè 516 euro al mese a fronte di una produzione di pattume davvero ridicola. Una stangata, una cifra insostenibile, e se continuano a caricarci di tasse ci costringono a chiudere». Eppure lui non ha alcuna intenzione di mollare, anche perché ha trascorso una vita in questo locale, «che era la passione di mio padre e poi è rimasto a noi».

«Io voglio lavorare, sono un istruttore, qui ho imparato a fare tutto e mi occupo di tutto. Sono positivo per il futuro, ma così non si va avanti. Le spese di manutenzione sono elevate, perché le attrezzature sono elettroniche e se si rompe qualcosa i pezzi di ricambio arrivano dall'America, ma gli incassi sono scesi e comunque si concentrano solo in alcuni mesi invernali. Facciamo come le formiche, nei mesi freddi creiamo delle scorte con cui sostenerci nei momenti di magra, cioè d'estate, ma se continuano a chiederci soldi e ancora soldi, tra bollette e tasse, non ci stiamo più dentro». Di certo, non possono essere i clienti a pagare questo conto salato, anzi è esattamente il contrario.

«I nostri prezzi al pubblico sono rimasti gli stessi di venti anni fa, nonostante il passaggio dalla lira all'euro, anzi abbiamo ridotto le tariffe nei giorni feriali e il sabato applichiamo uno sconto per chi fa più di una partita, assicurando un divertimento sano. E' vero, il bowling è un sport costoso, e in questo momento non tutti possono permetterselo. Ma noi, cosa dovremmo fare? Trovarci un altro lavoro per pagare le spese di questa attività?», dice ancora Rossoni. «Certo all'estero è tutto diverso, questa crisi non si avverte e chi lavora nei bowling, come un mio ex collaboratore, non ha di questi problemi e guadagna davvero bene». Rossoni non si scoraggia, anche se è difficile intravedere la fine della crisi, e pensa a come rilanciare il suo Bowling. Nel locale di via Saffi, dove si allena il club New Primavera, si organizzano feste private (per lo più per bambini), di recente è stato promosso un evento per disabili con la Lega Bowling Adriatica e l'associazione Carrozzine determinate e presto arriveranno altre iniziative. «Abbiamo delle idee ma la politica, gli amministratori, dovrebbero venirci incontro, altrimenti prima o poi la corda si spezza».

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