Braccato per otto ore poi la resa: «Sono io quello che cercate»

Disteso su una panchina della pineta, l’uomo prima decide di collaborare poi chiama l’ avvocato e non parla con i pm
PESCARA. «Sono io quello che cercate», ha detto Giovanni Grieco ai carabinieri di Pineto diretti da Jonni Mincone che, su segnalazione dei vigili urbani, hanno trovato l’uomo disteso su una panchina della pineta: confuso, estraniato, incapace di dire altro. È terminata dopo otto ore la caccia al 41enne di Pescara che, ieri mattina, ha ucciso lo storico pasticciere Giandomenico Orlando di 67 anni, conosciuto come “Gianni”. Grieco era all’ombra della pineta, la stessa che ha raggiunto forse in treno da Pescara e, dopo le scarne parole, è stato portato nella camera di sicurezza della stazione dei carabinieri diretta dal comandate Domenico Calore.
È lì che sono piombati il questore di Pescara Paolo Passamonti, il capo della Squadra Mobile Pierfrancesco Muriana e i due pm Rosangela Di Stefano, per Pescara, e Silvia Scamurra, della procura di Teramo. Grieco si è seduto di fronte al pool di magistrati e di investigatori e, inizialmente, è sembrato che volesse parlare, che volesse motivare quel delitto e rispondere alle domande. E, invece, un attimo dopo, è caduto in uno stato confusionale, si è consultato con il suo avvocato Paolo Marino e ha scelto di non dire nulla. Non una parola sulle liti o sulle minacce alla famiglia Orlando ma solo un’altra frase: «Non sapevo che Orlando fosse morto», ha detto l’uomo arrestato con l’accusa di omicidio volontario.
Così, al momento, non è ancora chiaro quale sia stato il percorso fatto da Grieco, come abbia trascorso le otto ore intercorse tra le coltellate inferte a Orlando e il suo arresto. Forse ore trascorse a girovagare in stato confusionale, senza informarsi sulle condizioni di salute del pasticciere. È solo in caserma che l’uomo è stato messo al corrente di quello che aveva fatto, che le sue coltellate erano state fatali per uno dei pasticcieri più noti di Pescara. Sempre in quella stanza l’omicida ha dato solo informazioni alla polizia su dove andare a cercare la macchina con cui è piombato in via Buozzi e l’arma usata. La Mini cooper è stata trovata nel pomeriggio in via Isonzo a Pescara e l’arma usata, una noccoliera con le lame, è stata trovata invece nel cassonetto della carta vicino le Poste di via Carducci. Tutto è stato sequestrato insieme alla grossa quantità di armi trovata nella casa di Grieco di via Puccini al primo piano, proprio sopra la pasticceria: quattro pugnali, un machete, una catena, uno sfollagente e un nunchaku. Armi particolari perché, secondo la ricostruzione, Grieco era un appassionato di arti marziali e aveva anche praticato il pugilato.
Una personalità aggressiva, secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, un uomo «pericoloso, violento», tratti che hanno spinto la questura di Pescara, intorno a mezzogiorno di ieri, a diffondere la descrizione e l’identikit di Grieco. Intanto, l’autopsia sul corpo di Orlando verrà effettuata oggi, alle 15, nell'ospedale di Pescara dal medico legale Cristian D'Ovidio. (p.au.)
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