Bracconaggio in un lago Denunciato da due pescatori

MONTESILVANO. Sembravano pescatori regolari. Ma non lo erano. Perché si dilettavano nella pesca di frodo, usando una rete che sistemavano da un lato all’altro di un lago naturale per tirare su quanto...
MONTESILVANO. Sembravano pescatori regolari. Ma non lo erano. Perché si dilettavano nella pesca di frodo, usando una rete che sistemavano da un lato all’altro di un lago naturale per tirare su quanto più pesce possibile. A scovare i due irregolari e a segnalare la loro presenza ai carabinieri forestali sono stati due pescatori che credono davvero in questo sport e nella tutela dell’ambiente, Manuel Fagnani e Alessandro Di Giorgio, componenti dell’associazione Acque Fucensi, presieduta da Roberto Di Lorenzo. Subito dopo aver ricevuto la telefonata al 1515, gli uomini dell’Arma hanno raggiunto il lago, a Montesilvano, effettuato un sopralluogo e sequestrato il materiale usato per la pesca di frodo.
Il meccanismo, illegale, era stato congegnato per bene, utilizzando anche una zattera per spostarsi nello specchio d’acqua. Fagnani e Di Giorgio hanno creduto, in un primo momento, che fosse tutto nella norma. «Da una decina di giorni», dice Fagnani, «vedevamo un paio di persone che si muovevano attorno alla zattera. Abbiamo sempre pensato che pescassero, come noi. Poi ci siamo accorti che legavano la rete da una sponda all’altra, usando anche delle boe, e la calavano nel lago. Per muoversi in acqua salivano sulla zattera (che aveva dei fusti attaccati) remando con delle tavole di legno». Tutto molto artigianale, ma efficace. Una volta sistemata la rete i due bracconieri sono risaliti sul furgone che li aveva portati lì e si sono allontanati. Nel frattempo i componenti dell’associazione di pesca sportiva hanno capito il meccanismo illegale e si sono preoccupati di fotografare il furgone. Poi si sono subito attivati per rimuovere la rete (di 15 metri), vanificandone in parte gli effetti, e hanno contattato i carabinieri forestali facendoli intervenire. È scattato il sequestro e hanno preso il via gli accertamenti per risalire ai due. «Nella rete c’erano diversi pesci», conclude Fagnani, «e quelli che erano ancora vivi li abbiamo rimessi in acqua».
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