Bracconieri e rifiuti, il fiume muore

La denuncia di Nuovo Saline: nessuna vigilanza e acqua inquinata da salmonella
MONTESILVANO. «Nessuna vigilanza sul Saline, che continua a essere abbandonato a se stesso». Gianluca Milillo (Nuovo Saline Onlus), torna a parlare delle criticità che interessano il sito. Bracconaggio ittico e abbandono di rifiuti continuano a farla da padrone. Risale a meno di dieci giorni fa l’intervento della Guardia di Finanza di Pescara, che ha sequestrato venti pregiati tonni pinna rossa, nascosti tra i canneti, lungo la sponda del fiume. «La zona della foce è una delle centrali di bracconaggio più attive», sottolinea Milillo, che ricorda l’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Maragno dell’aprile del 2016, che vieta la pesca e la balneazione, nonché «il prelievo e l’utilizzo a scopo irriguo delle acque del fiume Saline dalla discarica di Villa Carmine alla foce». Ordinanza che, aggiunge, «viene puntualmente disattesa proprio per la mancanza di sorveglianza. Dalle nostre analisi risulta che l’80% dei crimini ambientali avviene nel territorio di Montesilvano, mentre i restanti sei Comuni del bacino Tavo-Fino-Saline, contribuiscono tutti insieme solo per il 20%». Nonostante il divieto di pesca, l’associazione continua a imbattersi in uccelli uccisi dalle lenze che vengono abbandonate dai pescatori sulle sponde. «Non va dimenticato, inoltre, che, da tempo, è stata dichiarata una contaminazione da salmonellosi, dunque i pesci che popolano il Saline sono infetti. Un pesce che non è soggetto a controlli, potenzialmente rappresenta un attentato alla salute pubblica», precisa. «Il Saline, però, è anche una sorta di scrigno contenente una fauna ittica di notevole pregio scientifico. Sarebbe un’occasione di studio interessantissima: vi si riproduce la Cheppia, ed è popolato da altre specie molto particolari, come l’Alborella meridionale e il Barbo canino. Pesci che finiscono nelle reti dei bracconieri». Il bracconaggio, perlopiù di matrice straniera, operato a danno della fauna ittica, è stato più volte denunciato da Nuovo Saline. «Abbiamo fatto denunce, ma si è rivelato tutto inutile e inefficace. L’attività di bracconaggio interessa tutta l’asta fluviale e riguarda soprattutto la carpa, che nei Paesi dell’Est viene considerato un pesce pregiato. Per non parlare dell’abbandono dei rifiuti, che resta una costante. Come associazione, giuridicamente, non possiamo organizzare un servizio di vigilanza. Non possiamo fare attività di repressione ma solo segnalazioni, che restano lettera morta».

