Brexit, Londra cancellerà 19mila leggi dell’Unione

31 Marzo 2017

Il governo prepara il dispositivo di revoca. Bruxelles pronta a mettere dei paletti Juncker a “The Donald”: «La smetta o promuoverò l’indipendenza dell’Ohio»

ROMA. Il primo passo, quello più difficile, è stato fatto. Da mercoledì Bruxelles ha in mano la lettera con cui Londra apre la procedura per il divorzio dall’Unione europea, «ma non dall’Europa», come continua a ripetere, e ora si va avanti puntando, nonostante le polemiche, a «una transizione morbida e stabile». Verso quella uscita di scena di cui, ripetono i leader europei, il Regno finirà per pentirsi, mentre il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni parla di «decisione legittima e democratica, ma accettata con rammarico».

La Ue non vuole trattative al ribasso: «Negozieremo in modo fermo, aperto, onesto, ma non saremo ingenui. Ora la palla è nel nostro campo» avverte il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, mandando anche un messaggio a Donald Trump, tifoso della Brexit: «Il presidente americano ha chiesto ad altri Paesi che facessero la stessa cosa, se continua così, promuoverò l’indipendenza dell’Ohio e di Austin Texas dagli Usa» dice provocatoriamente, mentre il presidente francese François Hollande sottolinea che, prima di parlare dei futuri rapporti tra Ue e Regno Unito bisogna discutere «sulle modalità del ritiro della Gran Bretagna». L’Unione si è data un mese di tempo per mettere a punto i “paletti” che saranno validati nel vertice straordinario dei 27 del 27 aprile a Bruxelles.

La bussola del governo guidato da Theresa May sarà il “libro bianco” del “Great repeal bill”, ovvero la Grande legge di revoca, il gigantesco provvedimento con cui la Gran Bretagna cancellerà dopo quasi cinquant’anni lo European Communities Act del 1972, avocando alla legislazione britannica tutte le materie che da tempo erano di competenza europea. Un numero di leggi e normative stimate in un numero impressionante: diciannovemila provvedimenti. Con la legge, dunque, sarà abolita anche la giurisdizione della Corte di giustizia europea di Lussemburgo. Il “Great repeal bill” entrerà in vigore tra due anni, a conclusione dei negoziati sulla Brexit, dopo essere stata sottoposta al parlamento: tutti i ministeri, intanto, dovranno lavorare ed elaborare un piano per potere attuare il ripristino della sovranità del Regno sulle singole materie. «La legge offrirà certezza e chiarezza per imprese e cittadini, con le normative in vigore che resteranno tali finché il Parlamento non deciderà di abrogarle o modificarle» dice il ministro per la Brexit David Davis, presentanto il “libro bianco” alla Camera dei Comuni.

«I negoziati non saranno facili» avverte il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel, e si annunciano già costellati di scontri e fraintendimenti. Come quello a cui ieri ha cercato di mettere riparo il ministro del Lavoro Damien Green, che definisce «un malinteso» una frase di Theresa May inserita nella lettera di avvio della Brexit, giudicata dalla Ue una minaccia a ritirare la cooperazione con Bruxelles sulla sicurezza in caso di mancato accordo commerciale: «Nessuna minaccia, solo un elemento di buon senso».

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