Brindisi e confetti: Sulmona in festa

17 Maggio 2015

In tremila rendono omaggio ai 100 anni della sezione locale

SULMONA. L’invasione delle penne nere e di allegria è iniziata di primo mattino anche a Sulmona. Il cielo grigio e qualche goccia di pioggia non hanno scoraggiato gli alpini, abituati a fronteggiare ben altre emergenze, che sono arrivati in città dalle 8,30 di ieri. Una giornata tra riflessioni e brindisi.

«Signorina vuole una foto con noi?», il gruppo è appena sceso dal pullman e intende immortalare ogni momento di una giornata da ricordare. La ragazza, con le buste della spesa in mano, non si fa pregare: un sorriso, un saluto e un selfie con gli alpini. È cominciata così una giornata che per Sulmona resterà nella storia. Venti pullman e un centinaio di automobili per portare in città circa 3 mila penne nere da ogni parte d’Italia. Centro storico blindato, con corso Ovidio inaccessibile alle automobili (comprese quelle autorizzate a transito e sosta nella Ztl) e aree adibite a parcheggio per i veicoli degli alpini. Il comandante della polizia locale, il maggiore Antonio Litigante, e i suoi agenti hanno fatto la spola lungo il centro storico per tutta la giornata. «Una situazione straordinaria», ha spiegato il maggiore, «ma la città ha risposto nel migliore dei modi». In effetti più di un sulmonese ha scelto di uscire a piedi per godersi la festa.

La parata ha preso il verso le 10 da porta Napoli con la fanfara di Prezzate, del gruppo Alpini di Bergamo, autorità e i volontari, tra cui Croce Rossa e Protezione civile. «W gli alpini», «Benvenuti a Sulmona»: così è stato salutato il passaggio delle penne nere.

«Gli alpini», è intervenuto il sindaco Peppino Ranalli durante la cerimonia in piazza Tresca al monumento ai caduti, «a Sulmona e in tutto il resto d’Abruzzo lottarono contro il fascismo e l’invasione tedesco. Sulmona, tra il 1943 e il 1945, si distinse per la sua Resistenza umanitaria. In tanti aprirono le porte delle loro case per offrire rifugio e ristoro materiale e morale ai prigionieri alleati scampati all’oppressore nazista».

Presente anche Antonio De Crescentiis, sindaco di Pratola Peligna da poco eletto presidente della Provincia dell’Aquila. Al termine della cerimonia, poi, gli alpini con le loro famiglie hanno scelto di godersi la città. Tanti i gruppi organizzati in visite guidate con le guide turistiche di Natourarte, l’associazione che riunisce i professionisti del settore di tutto l’Abruzzo, e con il personale dell’ufficio turistico comunale. Monumenti, piazze e fontane hanno testimoniato la ricchezza culturale e artistica della patria di Ovidio.

Alcuni hanno poi deciso di fare una passeggiata tra le bancarelle dello storico mercato di piazza Garibaldi, tra i più antichi d’Italia. Tra gli acquisti più graditi aglio rosso, ortaggi locali e poi, ovviamente, i tradizionali confetti. I caratteristici negozi del centro storico sono stati letteralmente presi d’assalto.

«Siamo a Sulmona», ha commentato un nutrito gruppo del Veneto, «se non compriamo i confetti qui sarebbe davvero una mancanza imperdonabile». Il gruppo alpini di Sulmona, che ha festeggiato i 100 anni dalla fondazione, ha aperto le porte della sua sede offrendo vino, pane e mortadella e altre specialità locali. «È una grande emozione per noi», ha commentato il capogruppo Olindo Ledonne, «ospitare gli alpini di tutta Italia in occasione di un’adunata così importante per L’Aquila e l’Abruzzo».

Soddisfatti, dopo il tanto lavoro, anche l’assessore alla Cultura Luciano Marinucci e il consigliere comunale Salvatore Di Cesare gli organizzatori dell’evento per la parte riguardante il Comune.

La sera scende su Sulmona ma la voglia di festeggiare è ancora tanta. La città appare diversa, il cielo è tornato sereno e allegria e positività colorano il centro storico. I brindisi improvvisati per strada sono infiniti. «Grazie Sulmona», gridano gli alpini. E per un giorno, in città, tutti ma proprio tutti, si sono sentiti alpini. Chiara Buccini

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