Brioni, cassa integrazione vicina per i 321 esuberi

Penne, nuovo incontro tra azienda e sindacati per evitare i tagli al personale I rappresentanti dei lavoratori: «In fase di costruzione l’impianto dell’accordo»
PENNE. È durato quattro ore il secondo tavolo tecnico sulla vertenza Brioni, che vedeva all'ordine del giorno l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Nella sede di Confindustria Chieti-Pescara, dalle 9 del mattino, si sono ritrovati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali, fianco a fianco con le 24 Rsu aziendali.
Per la maison d'alta moda Brioni ha invece partecipato Pierpaolo Petrucci, dirigente delle Risorse umane, mentre il funzionario Massimo Cervellini ha rappresentato Confindustria Chieti-Pescara.
«Relativamente agli ammortizzatori sociali», fanno sapere Antonio Perseo (Filctem Cgil), Leonardo D'Addazio (Femca Cisl) e Debora Del Fiacco (Uiltec Uil), «siamo molto preoccupati dalle ultime notizie emerse sulla stampa in merito al blocco dei licenziamenti, che sembrano non essere più derogati fino ad agosto». «Il percorso tracciato», spiegano i sindacati, «prevede dapprima l'utilizzo della cassa integrazione (cigo) Covid-19. Parallelamente alla non opposizione del licenziamento e al prepensionamento anticipato sarà attivata una richiesta per proseguire con un anno di cassa integrazione straordinaria». I sindacati hanno tenuto a precisare anche in che direzione stia andando l'ipotesi di accordo con i vertici aziendali Brioni. «L'impianto dell'accordo», precisano, «è in fase di costruzione ed è focalizzato su un incentivo modulato a seconda della tempistica di uscita e alla vicinanza ai requisiti pensionistici». «Ci rivolgiamo al tavolo del ministero dello Sviluppo economico e a tutti gli attori partecipanti», proseguono i sindacati, «ribadendo con forza la necessità di agire celermente per poter orientare la vertenza verso la miglior soluzione possibile, con l'obiettivo di limitare l'impatto sociale». «Noi faremo la nostra parte per salvaguardare quanti più posti possibili», concludono i rappresentanti sindacali che, nel frattempo, fanno sapere che, molto probabilmente già martedì primo giugno, terranno via web una nuova assemblea sindacale con i lavoratori.
Il rischio che gli stabilimenti Brioni dell'area vestina (Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova) possano perdere centinaia di posti lavoratori c'è e fa paura. Rispetto a quanto accaduto cinque anni fa, quando dai 405 esuberi previsti ne uscirono circa 150, con il resto dei lavoratori ad orario ridotto, oggi la situazione è più complessa. Non è infatti possibile ragionare su un'altra riduzione di orario per salvaguardare i posti. I 321 esuberi sono calcolati già su un orario medio lavorativo di 34 ore settimanali.
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