Brioni, concordata la cassa integrazione per mille dipendenti

15 Giugno 2021

Penne, svolta nella trattativa avviata al ministero del Lavoro Ammortizzatore sociale per un anno, ma restano 321 esuberi

PENNE. Concordata la cassa integrazione straordinaria per crisi per i 1.014 dipendenti Roman style, vale a dire i lavoratori del comparto produttivo Brioni. L'accordo è arrivato ieri mattina in videoconferenza. Alla web conference hanno preso parte il funzionario del ministero del Lavoro Andrea Annessi e il funzionario di Confindustria Chieti Pescara Massimo Cervellini. Per l’azienda sono intervenuti il direttore delle operazioni industriali Brioni Vittorio Quattrone, il capo delle risorse umane Alessandro Paparelli e Pierpaolo Petrucci (risorse umane).
Presenti al gran completo anche le organizzazioni sindacali, che in questi mesi hanno seguito con attenzione l'evolversi della vertenza: Riccardo Colletti (Filctem Cgil nazionale), Antonio Perseo (Filctem Cgil Pescara), Erminio Sciore (Femca Cisl nazionale), Leonardo D'Addazio (Femca Cisl Abruzzo-Molise), Daniele Vedovati (Femca Cisl Lombardia), Benedetta Missaglia (Uiltec Uil nazionale) e Debora Del Fiacco (Uiltec Uil Abruzzo). «L' azienda ha confermato l'eccedenza di 321 dipendenti e provvederà all'anticipo dell'indennità di cassa integrazione per tutto il periodo richiesto, che andrà dal primo luglio prossimo al 30 giugno 2022. L'ammortizzatore sociale potrà essere utilizzato collocando il lavoratore in cassa integrazione straordinaria parziale e anche a zero ore lavorate», hanno sottolineato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali Perseo, D'Addazio e Del Fiacco.
Complessivamente, se si escludono i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), sono 958 i lavoratori di Roman style nell'area vestina: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica). Per i vertici Brioni, considerate le problematiche aziendali durante il periodo di emergenza sanitaria, ma soprattutto i numeri delle commesse, da anni ben al di sotto dei fasti di un tempo, restano i 321 esuberi annunciati il 13 aprile scorso nel corso del presentazione del piano industriale 2021-2025 al ministero dello Sviluppo economico.
Resta aperto il tavolo tecnico in Confindustria Chieti-Pescara che, nelle scorse settimane, ha portato i vertici aziendali ed i sindacati a concordare una struttura di incentivazione all'esodo, con una crescita proporzionale per tutta la durata degli ammortizzatori sociali, senza al momento nessuna indicazione sull'importo. Di conseguenza l'ipotetica cifra andrà a decrescere con l'avvicinarsi alla pensione dei lavoratori in uscita. Nell'ultimo piano industriale approvato ad aprile scorso, i vertici Brioni hanno previsto interventi di razionalizzazione e di ridimensionamento nei 3 siti produttivi vestini. Rispetto a quanto accaduto cinque anni fa, quando dai 400 esuberi previsti ne uscirono circa 150 con il resto dei lavoratori ad orario ridotto, oggi non è più possibile ragionare su riduzioni di orario per salvaguardare i posti. I 321 esuberi sono calcolati già su un orario medio lavorativo di 34 ore settimanali.
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