«Brioni e ospedale» Le priorità del sindaco dopo il no al cratere

1 Luglio 2018

Penne, Mario Semproni commenta la decisione del governo E in attesa della discussione in Senato elenca i nodi da sciogliere

PENNE. Speranze e incertezze, ma anche orgoglio e convinzione che Penne possa e debba continuare a essere un riferimento importante per tutta l’area vestina. All’indomani del parere negativo del Governo all’inserimento di Penne e di altri comuni vestini nell’area del cratere, il sindaco di Penen Mario Semproni accetta di parlare con il Centro del futuro della città.
La città è in attesa che l’emendamento sul cratere, trasformato in ordine del giorno, sia discusso in Senato. Quanto è importante per Penne entrare nel cratere e quante speranze ci sono che avvenga?
«Le nostre speranze, purtroppo, sono legate ai gravi numeri che ci accompagnano da tempo. Lo sciame sismico che si è sviluppato da agosto 2016 a gennaio 2017 ha provocato ingenti danni nella nostra città. Complessivamente sono state fatte 888 verifiche di sopralluogo dai tecnici della protezione civile e 439 locali sono stati sgomberati. Non si comprende come centri che hanno subito danni nettamente inferiori rispetto a Penne siano stati inseriti nel cratere. Con orgoglio e abnegazione abbiamo anche supportato i soccorsi nella tragedia di Rigopiano».
Dati impietosi che fotografano le difficoltà di Penne e dell’area vestina. Un altro capitolo dolente è quello relativo all’ospedale San Massimo. Qual è la situazione?
«Anche per l’ospedale speriamo che il nuovo Governo possa cambiare le cose. Per il momento assistiamo alla rimodulazione e al ridimensionamento del presidio San Massimo in ospedale di area disagiata con la sospensione della Uoc di Geriatria e la chiusura del day hospital di Cardiologia. Entrare nel cratere, come accaduto per Popoli, permetterebbe di congelare il provvedimento di riconversione del San Massimo».
Due anni di amministrazione, tante difficoltà, ma anche qualche momento positivo dal quale ripartire. Aver ospitato la decima tappa del Giro d’Italia è stata una vetrina importante.
«Il Giro è stato sicuramente un momento molto importante per tutta la nostra comunità. Penne non può prescindere dalla sua vocazione turistica, anche se il fatto di non avere una grande struttura alberghiera un po’ la penalizza».
Quali sono le priorità nella sua agenda da sindaco?
«Siamo sempre attenti a seguire gli sviluppi lavorativi della Brioni e dell’ospedale San Massimo, da sempre bacini importanti di posti di lavoro, ma siamo attenti anche a tematiche che, in teoria, non competono l’ente comunale. Stiamo ad esempio cercando di portare avanti, con grande sacrificio la progettazione dei Must dell’istituto tecnico Marconi. Penne non può permettersi di non rimanere un punto di riferimento per l’istruzione scolastica dell’intero comprensorio provinciale. Dopo la chiusura forzata della sede centrale del Marconi abbiamo così deciso di prenderci carico anche di questo onere».
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