Brioni, in 200 hanno già firmato Restano a rischio 100 lavoratori

Chi ha sottoscritto l’uscita rimarrà al lavoro fino a ottobre 2022, quando scadrà la cassa integrazione E intanto i sindacati, in attesa della convocazione a Roma, tornano a sollecitare un tavolo al ministero
PENNE. Sono circa 200 i lavoratori Roman Style, il comparto produttivo Brioni, che hanno firmato l'uscita dall'azienda da quando è iniziata l’ultima vertenza.
Tutti i lavoratori che hanno firmato resteranno a lavoro fino ad ottobre 2022, quando scadrà la cassa integrazione straordinaria per Covid-19.
Rispetto ai 321 esuberi dichiarati dai vertici Brioni al Mise lo scorso aprile, restano dunque ancora a forte rischio un centinaio di lavoratori. Gli ultimi a firmare l’uscita incentivata sono stati i lavoratori dei reparti di maglieria e camiceria. La loro firma, però, secondo i sindacati non sarebbe arrivata volontariamente, nel senso che sarebbero stati messi davanti a un bivio: o si firma e si esce con l’incentivo, oppure non ci sarà possibilità di ricollocazione interna.
Sulle pagine social del marchio, intanto, si continua a pubblicizzare la qualità e la bellezza della maglieria Brioni. Una maglieria che a partire dal prossimo anno sicuramente non sarà più prodotta nello stabilimento Brioni di Montebello di Bertona, ma molto probabilmente sarà esclusivamente esternalizzata in qualche façon.
La decisione di chiudere la linea maglieria prodotta internamente, continuano a rimarcare i sindacati, contrasta anche con i numeri fatti registrare nell'ultimo anno. L'ultima stagione ha fatto registrare una produzione di maglieria interna di 5.630 capi (quella dei 15 dipendenti di maglieria Roman Style) più 3.210 prodotti da tre maglifici esterni. Anche la camiceria sarà fermata.
Brioni ha deciso di ridimensionare esclusivamente la produzione dei tre siti produttivi dell’area vestina, mentre la camiceria formale prodotta a Curno (56 dipendenti), in provincia di Bergamo, non sarà toccata da questa riorganizzazione. Resta tutto fermo, intanto, sul fronte Mise. I sindacati, dopo aver avanzato a più riprese la richiesta di un nuovo tavolo al Ministero, non hanno ancora ricevuto conferme e avvisi ufficiali.
A livello istituzionale, intanto, amministratori locali e vertici di Regione Abruzzo si lavora affinché siano attivati, presso il Mise e il ministero del Lavoro, tutti gli strumenti utili per tutelare i lavoratori Brioni Roman Style e l’iter della istituzione dell’Area di crisi complessa sul distretto tessile vestino. Oggi il comparto produttivo Brioni dell’area vestina, quello di Roman Style, esclusi i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), conta complessivamente su 958 lavoratori: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica).
Qualora dovessero concretizzarsi i 321 esuberi paventati ad aprile scorso dai vertici Brioni, ecco che l'ammontare delle maestranze Brioni scenderebbe nell'area vestina a circa 627. Circa la metà di quelli che erano i lavoratori della sartoria Brioni Roman Style nemmeno 10 anni fa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

