Brioni, mille lavoratori accettano l’orario ridotto

La mobilità volontaria dei dipendenti della maison pennese scadrà il 31 luglio Intanto il gruppo francese rilancia il marchio, apre negozi e aumenta le vendite
PENNE. Continua a tenere banco la vertenza Brioni. Ad oggi sono circa 1000 le unità lavorative che hanno accettato la riduzione di orario. I lavoratori con contratti a 40 e 36 ore settimanali hanno visto il proprio orario ridursi a 32, mentre i lavoratori a 20 ore sono passati a contratti a 16 ore. Intanto restano da risolvere circa 70 fte (full time equivalenti) in esubero.
La mobilità volontaria scadrà il prossimo 31 luglio e dopo la fine del mese se ne saprà di più. A fine mobilità le parti impegnate nella vertenza – istituzioni, dirigenti Brioni e sindacati – si ritroveranno nuovamente a Roma per fare il punto della situazione con i funzionari del Ministero dello sviluppo economico. Di certo, ad oggi, c'è che il numero 1 del gruppo Kering, François Henri Pinault, nel corso della riunione del comitato aziendale europeo del gruppo, tenuta a Roissy in Francia alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori di tutti i marchi della holding francese, ha ribadito che non ha intenzione di vendere Brioni, un'azienda specializzata soprattutto sul formalwear con dipendenti altamente qualificati e con una professionalità unica. La conferma che Kering punti forte su Brioni è arrivata anche dalla forte spinta pubblicitaria avviata dall'azienda. Il nuovo direttore creativo Brioni, l'australiano Justin O'Shea, ha portato importanti novità rispetto al passato.
Ha rispolverato l'antico logo Brioni in stile gotico e ha scelto il gruppo rock dei Metallica come testimonial speciali della sua prima collezione, “Paris One”, presentata a Parigi nelle scorse settimane. O'Shea, arrivato in Brioni dopo l'ottima esperienza maturata nel brand del lusso tedesco online Mytheresa, punta a dare all’azienda sartoriale vestina quello slancio business e digital oriented necessario per ritrovare il giusto appeal sul mercato.
L'ultima novità di Brioni è arrivata con l'apertura di un pop up store al Dover Street Market di Londra. Nello store concept di circa 65 metri quadri, pensato dalla mente dietro a Commes de Garçons, Rei Kawakubo – saranno ospitati abiti, pellicce, pelletteria e scarpe della nuova collezione. Insomma, Brioni guarda al futuro e punta decisamente a un forte aumento delle vendite dei capi anche attraverso novità dal punto di vista del marketing pubblicitario. La ripresa, stando al piano industriale presentato dai vertici della maison di moda pennese, dovrebbe arrivare già nel 2017. Nel 2018 si dovrebbe salire da 31 mila a 38 mila capi venduti l'anno.
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