Brioni, settanta lavoratori su 154 lasciano il posto con gli incentivi

Il 7 giugno è scaduto il termine per la mobilità volontaria indicato dall’azienda per ridurre gli esuberi La vertenza sulla casa d’Alta moda vestina riparte martedì al ministero dello Sviluppo economico
PENNE. La difficile situazione occupazionale Brioni torna sui banchi del ministero dello Sviluppo economico (Mise). Il prossimo 14 giugno, alle 14.30, sindacalisti, dirigenti della maison d'Alta moda e rappresentanti delle istituzioni, torneranno a Roma per riaprire il confronto sulla vertenza dei 154 esuberi.
Alla chiusura della mobilità volontaria, il 7 giugno scorso, sono 70 i lavoratori che hanno deciso di uscire colontariamente dal gruppo Brioni. Ragionando in termini aziendali, quindi in base alle ore di lavoro, sono circa 60 i full time equivalenti (fte) che hanno accettato l'incentivo a lasciare l'azienda. Rispetto ai 139 fte in esubero previsti rischiano il posto ancora un'ottantina di dipendenti, circa 70 fte. La trattativa ha già ottenuto importanti risultati, riducendo di gran lunga la forbice dei 402 esuberi previsti inizialmente dall'azienda, che dal 2012 è di proprietà della holding francese Kering. Le Rsu Cisl e Uil, che rappresentano il 58% degli iscritti e il 68% delle Rsu, hanno intanto firmato l'accordo di flessibilità e ottenuto una maggiorazione del 24% sulla paga oraria per le ore che, alla fine del periodo 1 settembre-31 agosto, saranno fatte in più rispetto all'orario stabilito. Domani gli addetti degli stabilimenti Brioni di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova voteranno i nuovi orari che entreranno in vigore da settembre. L'eventuale concessione degli ammortizzatori sociali farà posticipare l'inizio della riduzione di orario. I dipendenti che avranno subito la riduzione degli orari, nel caso di concessione degli ammortizzatori sociali, avranno coperte le ore non lavorate fino al raggiungimento dell'orario di lavoro originario.
Lunedì, nello stabilimento di Penne, si voterà il nuovo orario dalle 10.45 alle 17.45; a Montebello, dalle 14 alle 15 e, a Civitella, dalle 12 alle 16. Tre le alternative per i lavoratori: la prima ipotesi va dal lunedi al venerdì, 7-13.52, con tre pause di 8 minuti (due retribuite) e una pausa di 20 minuti (non retribuita); la seconda prevede un orario dalle 8 alle 17.16, dal lunedì al giovedì, con 4 pause di 8 minuti (due retribuite) e di un’ora per il pranzo; la terza ipotesi prevede, dal lunedì al venerdì, 8- 15.40, 4 pause da 8 minuti (due retribuite) e una lunga di un’ ora per il pranzo.
Il nuovo piano industriale presentato al Mise lo scorso marzo dal Ceo Brioni, Gianluca Flore, prevede una ripresa delle vendite dal 2018, con un aumento delle commesse da 31 mila a 35 mila capi. Alla rinascita della maison d'Alta moda vestina, che ha cucito gli abiti per più di un capo di stato, a partire da Barack Obama, e per personaggi entrati nella storia del cinema come James Bond, dovrà contribuire anche il nuovo direttore creativo Justin O'Shea, arrivato in Brioni ad aprile dopo gli ottimi risultati ottenuti con il brand del lusso tedesco Mytheresa.
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