Brioni, si torna allo stadio Oggi l’assemblea sui tagli

Penne, gli oltre 1.200 lavoratori dell’azienda sartoriale si riuniscono per esaminare le proposte della dirigenza su licenziamenti e mobilità volontaria
PENNE. Lo stadio comunale di contrada Campetto a Penne apre oggi, dalle 12,30 alle 14, per la seconda volta in poche settimane, ai 1.260 lavoratori della Brioni. Il terreno di gioco non sarà teatro di un incontro di calcio, ma ospiterà l’assemblea, convocata dai sindacati, per informare i lavoratori di Roman Style spa e di Brioni spa sulla questione esuberi e sull’ultimo tavolo di lavoro tenutosi in Regione tra dirigenza aziendale e sigle sindacali. La sensazione è che la vertenza sarà ancora lunga e che i passi avanti paventati nell’ultima riunione – con una forte riduzione dei licenziamenti, da 402 l’azienda sarebbe disposta a scendere a 154 tramite manovre di insourcing e rimodulazione degli orari – non sembrano ancora soddisfare sindacati, lavoratori e amministratori locali. «In Regione è stato siglato un verbale di riunione e non un’ipotesi di accordo. La trattativa sarà ancora lunga e gli obiettivi che ci poniamo non sono ancora stati raggiunti. Non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia», precisa il segretario Femca Cisl, Leonardo D’Addazio.
Nei giorni scorsi, anche il sindaco di Penne, Rocco D’Alfonso, ha auspicato che la proprietà Brioni possa ridurre la forbice degli esuberi attraverso politiche di reinternalizzazione del lavoro. Di certo l’azienda sartoriale vestina, dal 2012 di proprietà della holding francese Kering, dovrà per forza di cose riequilibrare il proprio mercato: le commesse negli ultimi anni sono drasticamente scese e alcuni mercati non hanno risposto come ci si attendeva. Secondo il nuovo piano industriale Brioni, già a partire dal 2018 dovrebbe iniziare una crescita delle vendite: da 31 mila capi venduti si dovrebbe salire a circa 35 mila. Dal prossimo 1° aprile, inoltre, l’azienda sartoriale vestina potrà contare anche su un nuovo direttore creativo, Justine O’Shea. L’australiano, reduce dalla brillante esperienza maturata con il brand del lusso tedesco on-line, Mytheresa, prenderà il posto di Brendan Mullane. Il nuovo piano industriale Brioni prevede che i 4 stabilimenti in Italia non siano toccati (oltre ai tre dell’area Vestina c’è anche quello di Bergamo) e punta su un forte rilancio dell’abito formale, simbolo del passato glorioso di Brioni.
Per il momento a tenere banco è però la questione esuberi: dai 402 inizialmente paventati dall’azienda, sembra che adesso, con gli strumenti a disposizione di azienda e istituzioni, si possa ragionare nell’ottica di circa 154 (139 full time equivalenti). Un taglio comunque sostanzioso e che, seppur accompagnato dal beneficio di una mobilità incentivata, rappresenta una pesante forbice negativa per il già povero tessuto economico dell’hinterland vestino. I sindacati hanno chiesto all’azienda anche una tantum lorda che possa sopperire alla riduzione delle ore.
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