Brioni, sì al tavolo ministeriale Primo incontro il 21 ottobre

14 Ottobre 2021

PENNE. La difficile vertenza Brioni torna sui tavoli del ministero dello Sviluppo economico. Lo ha fatto sapere ieri l'assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Pietro Quaresimale, dopo che il...

PENNE. La difficile vertenza Brioni torna sui tavoli del ministero dello Sviluppo economico. Lo ha fatto sapere ieri l'assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Pietro Quaresimale, dopo che il Capo di gabinetto del ministro ha confermato la prima seduta del tavolo nazionale per il 21 ottobre.
«Il passaggio della vertenza sul tavolo nazionale del Mise», sostiene l'assessore Quaresimale, «conferma la volontà del governo di mediare e trovare una soluzione alternativa al piano industriale del Gruppo Brioni. I termini della vertenza sono chiari, sindacati e proprietà hanno mostrato nelle precedenti riunioni svolte in Regione posizioni diverse. Il compito delle istituzioni è mediare, trovare un punto di contatto che eviti pesanti ricadute sui lavoratori sul fronte occupazione», dice sempre il componente della giunta regionale.
I vertici Brioni ad aprile scorso hanno previsto l'esubero di 321 lavoratori negli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. Sono circa 200 i lavoratori Roman Style, il comparto produttivo Brioni, che hanno già firmato l'uscita dall'azienda da quando è iniziata la vertenza. Tutti i lavoratori che hanno firmato resteranno in servizio fino ad ottobre 2022, quando scadrà la cassa integrazione straordinaria per Covid-19.
Gli ultimi a firmare l'uscita incentivata sono stati i lavoratori dei reparti di maglieria e camiceria.
Rispetto ai 321 esuberi dichiarati dai vertici Brioni al Mise lo scorso aprile, restano comunque ancora a forte rischio un centinaio di unità. La decisione di chiudere la linea maglieria prodotta internamente contrasta anche con i numeri registrati nell'ultimo anno.
L'ultima stagione ha evidenziato una produzione di maglieria interna di 5.630 capi, vale a dire quella dei 15 dipendenti di maglieria Roman Style, più 3.210 prodotti da tre maglifici esterni. Anche la camiceria sarà fermata. Brioni ha deciso di ridimensionare esclusivamente la produzione dei tre siti produttivi dell'area vestina, mentre la camiceria formale prodotta a Curno (56 dipendenti), in provincia di Bergamo, non sarà toccata da questa riorganizzazione.
(f.bel.)
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