Brioni, via libera a cassa integrazione e prepensionamenti

Penne, convocato per il 6 luglio un incontro alla Regione Verrà illustrato l’accordo firmato il 22 giugno al ministero
PENNE. Una settimana esatta e si tornerà a parlare di Brioni in un tavolo istituzionale. Martedì 6 luglio, alle 11, nella sede della Regione in via Passolanciano, a Pescara, si farà il punto della situazione dopo l'accordo siglato il 22 giugno scorso, tra sindacati e azienda, riguardo la gestione dei 321 esuberi dichiarati da Brioni ad aprile al ministero dello Sviluppo economico.
L’incontro, al quale prenderanno parte i vertici dell’azienda sartoriale pennese, il Comune di Penne e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, è stato promosso dall’assessore regionale alle politiche del lavoro Pietro Quaresimale. L’accordo firmato dalle parti una settimana fa prevede due percorsi con un incentivo variabile, modulato in base alla data dell’adesione volontaria. Un percorso è legato al prepensionamento, l'altro all’uscita volontaria per i dipendenti non prossimi alla pensione. L’andamento delle uscite dei lavoratori, anche alla luce dei volumi produttivi attesi e consuntivati, nonché dell’evoluzione normativa in materia, saranno valutati in incontri periodici quindicinali.
Per i lavoratori che aderiranno fino al 31 dicembre 2021 e che matureranno il diritto al pensionamento durante il quinquennio 2021-2025 sarà garantita un’integrazione del trattamento economico cigo/cigs (cassa integrazione ordinaria e straordinaria) e Naspi a partire dal mese di firma dell’accordo, e sarà riconosciuto un importo aggiuntivo a titolo di incentivo dal primo mese dalla firma e fino alla maturazione del diritto alla pensione, o al massimo fino al 31 dicembre 2025. Anche riguardo ai lavoratori non prossimi alla pensione, la società riconoscerà delle somme aggiuntive a titolo di «incentivo all’esodo» per l’intero periodo di copertura degli ammortizzatori sociali cigo/cigs.
Per il Comune di Penne prenderà sicuramente parte all'incontro l'assessore alle attività produttive Gilberto Petrucci. «L'incontro», spiega Petrucci, «è stato voluto dall'assessore Quaresimale per conoscere da azienda e sindacati i dettagli dell'accordo raggiunto. Come istituzione comunale cercheremo di sensibilizzare la Regione a porre in essere ogni strumento utile per tutelare i lavoratori di Brioni». Se si escludono i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), sono 958 i lavoratori di Roman style nell'area vestina: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica). Il piano industriale presentato ad aprile scorso al ministero da Brioni ha previsto interventi di ridimensionamento nei 3 siti produttivi vestini. La forza lavoro Brioni potrebbe ridursi di un terzo qualora tutti gli esuberi previsti venissero confermati.
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