Brucchi: c’è una sacca di professori no vax

Il referente regionale: «Non si presentano e non sappiamo quanti sono. I ragazzi rispondono bene»
PESCARA . La risposta degli studenti cresce, ma resta uno «zoccolo duro» di professori che non si presenta. È l’immagine che sintetizza l’andamento delle vaccinazioni in vista della riapertura delle scuole. Quando ormai mancano poco più di due settimane alla data di ripresa delle attività didattiche, fissata al 13 settembre, il quadro delle immunizzazioni contro il Covid-19 è «incoraggiante», nonostante qualche sacca di resistenza o di disinteresse.
A fare il punto sulla campagna in Abruzzo è Maurizio Brucchi, referente regionale per la vaccinazione. La sua analisi parte dal dato complessivo. «Abbiamo vaccinato con una dose il 72,7 per cento della popolazione», esordisce, «questo vuol dire che, sul totale di un milione e 285mila abruzzesi, 934.670 hanno avviato il percorso di vaccinazione: tra questi, poi, a 784.937 è stata somministrata anche la seconda dose, che si traduce il 61,07 per cento del totale». Numeri importanti, secondo Brucchi, che collocano l’Abruzzo «tra le prime regioni in Italia» e assumono ancor più rilevanza scorporando il dato della fascia più giovane della popolazione. «Se togliamo un dieci per cento tra zero e dodici anni, i risultati crescono rispettivamente all’82 e al 71 per cento del target». Le cifre snocciolate dal referente regionale dicono che i centenari sono stati tutti immunizzati, mentre tra gli over 60 hanno ricevuto la prima dose l’88 per cento e la seconda il 78 per cento della popolazione. È a buon punto anche la campagna per la fascia 17-19 anni, con la prima dose somministrata a tutti e la seconda al 78 per cento.
Si attesta al 70 per cento, invece, il dato sull’avvio del ciclo vaccinale per i ragazzi di età compresa tra 12 e 16 anni. «Stiamo andando bene anche grazie alla vaccinazione libera, senza prenotazione, da noi avviata già prima della disposizione data dal Governo», sottolinea Brucchi, «c’è un filo continuo, sebbene senza grandi numeri, di persone che vengono a vaccinarsi e la metà di questi sono 17enni». Il punto debole resta la fascia 20-29 anni. «In 128.330, che corrisponde al 69,89 per cento del totale, hanno fatto la prima dose, mentre la seconda è stata somministrata a 89.617, il 52,44 per cento», spiega Brucchi, «e sono i dati più bassi».
Sotto osservazione in questo periodo è soprattutto la popolazione scolastica. «I ragazzi stanno rispondendo in modo soddisfacente», precisa il referente regionale, «ma resta uno zoccolo duro di docenti che non è ancora venuto». Per la struttura che gestisce la campagna è impossibile quantificare la resistenza “no vax”. «Non possiamo sapere con esattezza quanti siano», evidenzia Brucchi, «perché manca il numero complessivo del personale impegnato nelle scuole: conosciamo quelli che si sono iscritti alla piattaforma e di questi il 95 per cento si è vaccinato». Diversi di loro si stanno presentando per la seconda dose, anche al di fuori della forbice temporale prevista, ma comunque in tempo per completare il ciclo. «Il quadro è soddisfacente», conclude Brucchi, «chi ha almeno una dose evita la polmonite e non va in Rianimazione: questo importa per la tutela della salute, al di là dei fatto che si arrivi più o meno presto all’immunità di gregge». (g.d.m.)
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