Brucchi: immunità al 90%? Sì, con vaccino obbligatorio

6 Settembre 2021

L’esperto: è l’unico modo per raggiungere quella soglia, ma decide il governo

In Abruzzo è vaccinato il 73 per cento della popolazione (una dose), e il 68% con entrambe le dosi. Il target dell’80 per cento è ormai a un passo e sarà raggiunto, se si continuerà con questo ritmo, prima del previsto, cioè prima di fine settembre. Ma l’obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge, fissato a inizio campagna dal commissario Francesco Figliuolo e quindi prima che la variante Delta diventasse predominante, non basta più. Secondo Giustino Parruti, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, quella soglia non è più sufficiente e va incrementata del 10 per cento. La pensano così anche gli scienziati del Comitato tecnico scientifico. Secondo il referente regionale per le vaccinazioni, Maurizio Brucchi, per quell'obiettivo c'è poco da fare se non introdurre, come vorrebbe una parte del Governo, il vaccino obbligatorio per tutti. Anche perché, secondo Brucchi, l'Abruzzo è già oltre l'80 per cento di immunizzati tra la popolazione vaccinabile.
LA CAMPAGNA
Dalla metà di agosto, in Abruzzo c'è stata una flessione delle somministrazioni giornaliere e si è passati, su base settimanale, da una media di 12mila dosi giornaliere a neanche 6mila. Una situazione che riflette l'andamento nazionale. Una tendenza, dovuta principalmente alle ferie estive, che però non compromette gli obiettivi iniziali della campagna vaccinale. Se non fosse per il fatto che la variante Delta ha cambiato le regole del gioco.
In Abruzzo l'ultima media mobile a 7 giorni di dosi somministrate ogni giorno è di 5.215. Con questo ritmo ci vorrebbero altri 19 giorni per coprire l'80 per cento della popolazione vaccinabile, cioè quella sopra i 12 anni. L’obiettivo sarebbe raggiunto il 24 settembre, in linea con le previsioni del governo. Il target fissato è vaccinare l’80 per cento della popolazione vaccinabile entro settembre. Il numero di giorni necessario risulta quindi dalla divisione tra il numero di dosi rimanenti da somministrare e il numero medio (media mobile a 7 giorni) di dosi somministrate ogni giorno.
«Se prendiamo in considerazione la popolazione vaccinabile, cioè quella sopra i 12 anni», spiega Brucchi, «abbiamo l'81,5 per cento delle persone che hanno ricevuto la prima dose e il 70,23 per cento totalmente immunizzati. Stiamo arrivando alla soglia prevista. Ci troviamo in una situazione diversa da quella iniziale. Infatti in Abruzzo abbiamo dosi a sufficienza in magazzino, ma non ci sono persone da vaccinare».
COSA È CAMBIATO
L'immunità di gregge si basa sul fatto che la grande maggioranza di una popolazione che ottiene l’immunità vaccinandosi o superando l'infezione fornisce, a sua volta, una protezione dalla malattia anche ai non vaccinati, spezzando la catena di trasmissione. Per raggiungere questo obiettivo è necessario vaccinare la maggior parte della popolazione in base alla capacità che ha il virus di trasmettersi tra le persone. Nella prima fase della pandemia si era ipotizzato che contro il Covid 19 fosse sufficiente per tornare alla normalità una copertura del 66 per cento della popolazione. Gli epidemiologi, però, non avevano fatto i conti con le cosiddette varianti. Infatti, con l'arrivo della Alfa, la soglia era stata alzata all’80 per cento. Con la Delta, che ha una carica virale ancora più elevata, secondo Parruti la soglia va alzata di circa il 10 per cento. Infatti si stima che attualmente una persona positiva possa contagiarne in media altre 7 (rispetto a 2,5 del ceppo originale). Questo perché gli attuali vaccini possono evitare lo sviluppo di forme gravi della malattia, riducendo ricoveri e morti, rallentando il processo di trasmissione e accelerando la guarigione. Non sono però in grado di fermare il contagio. E quindi, a causa dell'alta capacità di trasmissione della variante Delta, la vaccinazione non fermerà del tutto la diffusione del virus e di conseguenza chiunque non sia ancora vaccinato, prima o poi andrà in contatto con il virus.
NUOVA IMMUNITÀ
A questo punto della pandemia, per fermare il contagio si dovrebbe arrivare a immunizzare quasi il 90% della popolazione e, nonostante ciò, in ambienti piccoli e poco areati non basterebbe. Vaccinare il 90 per cento, però, è quasi impossibile perché c'è una quota di persone che per vari motivi non si vaccinerà (no vax e alcune tipologie di malati). A questi si devono aggiungere anche gli under 12, che in Abruzzo sono quasi il 10 per cento e che ancora non sono vaccinabili. «Solo se ci sarà la vaccinazione obbligatoria riusciremmo a raggiungere questo obiettivo», chiarisce Brucchi, «stiamo facendo attività di informazione ma probabilmente non sarà sufficiente. Con l'obbligo di vaccinazione resteranno fuori solo le persone che non si possono vaccinare per motivi di salute. Ciò che però sta avvenendo oggi ci porta a pensare che anche l'attuale situazione è già una immunità, se pur non di gregge. Possiamo infatti constatare che in rianimazione ci finiscono quasi esclusivamente persone non vaccinate e chi è vaccinato o non si ammala e se si ammala, non arriva alla polmonite e non va in rianimazione. In rianimazione abbiamo quasi tutte persone no vax».