Bryan: «Io abruzzese racconto l’Expo ai giovani italiani...»

Un neo architetto pescarese di 29 anni selezionato fra 400 candidati come speaker di Radio McDonald’s
di Giuliano Di Tanna
«Modelli? Da ragazzino ne avevo due: Fiorello, Michael Jackson. Adesso non più. Voglio solo riuscire a diventare uno showman, e quest’esperienza è un trampolino di lancio».
L’esperienza di cui parla Bryan Ronzani è quella di speaker radiofonico un po’ particolare. Sì, perché Bryan, 29 anni, laureato in architettura alla d’Annunzio, pescarese (figlio del calciatore Danilo Ronzani, della prima promozione in A di Galeone), è uno dei tre speaker di Radio McDonald’s, all’interno dell’Expo di Milano. Bryan ha vinto le selezioni nazionali fatte dal colosso della ristorazione, alle quali hanno partecipato 400 giovani. L’obiettivo di McDonald’s è quello di raccontare l’Expo ai giovani. Così il neo-architetto si alterna con altri due colleghi ai microfoni di Radio McDonald’s, per una trasmissione di un’ora al giorno, dall’Expo. Farà così per altri cinque mesi.
Lui – che è anche tante altre cose, oltre che speaker e architetto, da animatore di villaggi turistici a istruttore di break dance – è entusiasta dell’esperienza, ma guarda lontano.
«E’ un’esperienza dinamica e frizzante», racconta. «Sono andato via da casa, a Pescara,appena laureato. Spero di continuare con questo discorso professionale, sia in radio che altrove. La radio è una tappa, una delle tappe, per raggiungere quello che voglio fare. Cosa? L’intrattenitore a 360 gradi. Vengo dai grandi villaggi turistici, dove facevo l’animatore, e ho insegnato break dance in due scuole di danza di Pescara. L’ho fatto mentre continuavo a studiare e mentre, negli ultimi tre anni, vivevo da solo a Pescara. Ho fatto animazione anche in feste di piazza e feste private. La radio, invece, non l’avevo m mai fatta, e, adesso che la sto facendo, devo dire che mi piace. Mi dà modo di mettere in pratica tutto ciò che ho imparato e che so fare nel campo dell’intrattenimento. Da ragazzo mi piaceva Fiorello, l’ esempio di un animatore che diventa showman di prima grandezza. E poi, c’era Michael Jackson, il mio idolo musicale».
«Poi», prosegue Bryan Ronzani, «negli anni, le cose sono cambiate. Adesso, di modelli veri non ne ho più. Voglio riuscire come Bryan, come un unicum. I modelli servono quando si comincia un percorso. Poi bisogna far uscire se stessi. La laurea in architettura? Era un impegno che avevo preso con me stesso e con la mia famiglia. Ma, tanto per farvi capire, sulla torta della mia festa di laurea sapete che cosa c’’era? Un pupazzetto a mia immagine somiglianza, in smoking e con un microfono in mano. E’ stato un regalo della mia ragazza. Cosa farò dopo l’Expo? Spero di continuare con la radio qui a Milano. Nel mio futuro vedo anche il teatro, che ho già fatto, e, sì, la televisione. Non mi pongo limiti, insomma».
«Ma, poi, alla fine, vorrei che questa mia esperienza rappresentasse anche un messaggio per Pescara. Vorrei», conclude Bryan Ronzani, «che la mia città fosse fiera di quello che è riuscito a fare un pescarese».
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