Buco del bilancio i consiglieri chiedono il ricalcolo dei debiti

Non convince i membri della commissione finanza il conto consuntivo 2013 che sarà messo ai voti venerdì
PESCARA. L’approvazione del bilancio consuntivo 2013 tiene in ostaggio la maggioranza del sindaco Marco Alessandrini. Con il parere contrario del collegio dei revisori dei conti, il centrodestra minaccia di non votare il rendiconto finanziario dell’ultimo anno di mandato della precedente amministrazione. E lo stesso faranno i consiglieri del Movimento 5 stelle. Ma con un buco di 35 milioni di euro di residui attivi di dubbia esigibilità (ossia i crediti vantati tra sanzioni, Tarsu e Ici che difficilmente potranno essere incassati) anche i consiglieri del centrosinistra temono di votare un atto che di fatto li espone a serie responsabilità di fronte alla Corte dei conti. Per questa ragione ieri mattina, durante la commissione finanze presieduta da Giuseppe Bruno, sono intervenuti i responsabili dell’ufficio ragioneria del Comune, il dirigente Guido Dezio, il direttore della Soget (la società di riscossione dell’ente) Gaetano Monaco e l’assessore Bruna Sammassimo per passare al setaccio i conti dell’amministrazione e tentare di venire a capo di una materia fortemente aggrovigliata.
Come riferiscono i consiglieri che hanno preso parte alla riunione, l’ipotesi è correggere il tiro rispetto al parere “lacrime e sangue” messo nero su bianco dai revisori, invitando i tecnici della ragioneria comunale ad effettuare un riaccertamento dei residui. Entro domani l’ufficio ragioneria dovrà emettere un nuovo atto e trasmetterlo ai componenti la commissione finanze, chiamati a loro volta a votarlo prima della seduta del consiglio comunale in programma venerdì.
«Dal confronto in commissione», ha spiegato il consigliere dei Liberali per Pescara Giuseppe Bruno, «è emerso un ridimensionamento rispetto a quanto inizialmente preventivato nel parere dei revisori dei conti. La situazione è meno grave di quello che sembrava, almeno in base al confronto tra i dati reali riportati della Soget e quelli a disposizione dell’ufficio tecnico del Comune. Per il futuro, poi, bisognerà far ripartire la macchina di riscossione dei tributi e redigere il regolamento Iuc».
Resta al momento da chiarire a quanto ammonta e se esiste il buco in bilancio paventato nelle primissime settimane dell’insediamento della nuova giunta. La maggioranza inizialmente aveva prospettato un rendiconto gonfiato da 35 milioni di euro di crediti non più esigibili, in base alle stime della Soget. Ma, come rende noto il consigliere di Forza Italia Marcello Antonelli, «l’ufficio ragioneria del Comune ha portato in bilancio solo 33,5 milioni di residui attivi esigibili rispetto ai 36 di Soget». In base al conteggio dell’opposizione, non solo il buco non ci sarebbe, ma addirittura ci sarebbe un recupero di 2,5 milioni. «In sostanza», calcola Antonelli, «nei 35 milioni di crediti di dubbia esigibilità ne sono stati compresi 8 che derivano da decreti esecutivi, quindi incassabili. I 28 milioni di residuo netto individuati nel parere dei revisori dei conti andrebbero aggiunti agli 8 milioni di decreti esigibili, arrivando così a 36 milioni. Per garantire l’equilibrio, la ragioneria oltre ai 33,5 milioni di residui attivi già individuati è in fase di recupero di 2,5 milioni di crediti esigibili. Restano una serie di criticità», conclude Antonelli, «poiché con il parere contrario dei revisori diventa difficile per chiunque votare e assumersi la responsabilità dell’approvazione del consuntivo. Per questo aspettiamo il nuovo documento, tenuto conto dei recuperi, e poi decideremo se votarlo o meno».
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