Bus elettrici sulla Strada parco: test del ministero sulla sicurezza

19 Dicembre 2019

L’assessore Mascia: «Siamo vicini all’acquisto degli otto mezzi green, si può partire già nel 2021» Sopralluogo della commissione del dicastero dei Trasporti. Alessandrini (M5S): «Tracciato inidoneo» 

PESCARA. «Nel 2021 potrebbero arrivare i bus sulla strada parco: il contenzioso» tra Tua, Regione e Alpiq «sta andando verso una definizione con un accordo transattivo» tra le parti che porrà fine alla vertenza che va avanti da anni. E’ quanto rivela l’assessore alla Mobilità Luigi Albore Mascia.
Ma il passaggio dei filobus sulla strada parco potrebbe essere ostacolato, invece, da un sopralluogo della commissione Sicurezza del ministero dei Trasporti, annunciato da Erika Alessandrini capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle che ha richiesto e sollecitato l’indagine insieme alla deputata Carmela Grippa, membro della commissione Trasporti della Camera.
Lo scontro tra favorevoli e contrari all’avvio della mobilità elettrica sul corridoio verde, riparte con queste novità che potrebbero chiudere l’intricata vicenda che si trascina ormai da quasi venti anni, quando piovve sulla città un finanziamento europeo di 30 milioni di euro, metà dei quali spesi per realizzare il corridoio verde di sei chilometri tra Montesilvano a Pescara. Parte della restante metà (15 milioni) verrebbe utilizzata per l’acquisto di otto bus elettrici, come annunciato più volte da Tua, l’azienda del trasporto pubblico regionale. Da una parte, dunque, il M5S con il capogruppo Erika Alessandrini che annuncia un imminente sopralluogo della commissione Sicurezza del ministero dei Trasporti per «una verifica delle criticità in cui versa la strada parco». L’indagine ispettiva ministeriale potrebbe «confermare che il tracciato, così come si presenta attualmente, in alcuni tratti largo 6,40, è assolutamente inidoneo a ospitare il passaggio di mezzi di trasporto».
Dall’altra parte Mascia, ma conferme arrivano anche dalla Regione, fa sapere che «si sta andando verso la definizione di un accordo transattivo con una intesa che chiuderebbe la vertenza con un saldo, probabilmente a carico di Tua, di 600-700mila euro. Un accordo che il ministero vede di buon occhio». In caso di risoluzione dell’accordo con Alpiq, erede della archiviata capofila Balfour Beatty, dopo il fallimento dell’azienda che produceva il Phileas, il vettore di filovia iniziale, si potrebbe «procedere all’acquisto degli otto mezzi alimentati a batteria» destinati al trasporto dei passeggeri sulla strada parco, da Montesilvano fino alla zona del Tribunale. Un passaggio che potrebbe avverarsi «entro il 2021», secondo Mascia.
Fa due conti sul risparmio dei tempi di percorrenza con il trasporto pubblico, l’assessore, e precisa che «attualmente si impiegano 55 minuti dalla zona del tribunale a Montesilvano: con questo sistema i tempi si ridurrebbero a 30 minuti, mentre da Pescara a Montesilvano si impiegano 35 minuti che diventerebbero 15».
Elenca le attuali criticità della strada parco, la Alessandrini: «La carreggiata è troppo stretta per ospitare i bus: in alcuni punti tocca i 6 metri e 40 e non arriva neppure ai 7 metri regolamentari. I marciapiedi sono più bassi di diversi centimetri rispetto ai pianali degli autobus, con tutte le barriere architettoniche in essere che hanno scatenato più volte l’ira di Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate che tante proteste e denunce ha portato avanti», finora senza esiti, «inoltre non sono previste barriere di protezione lungo il tracciato, qualcuno aveva ipotizzati siepi di sicurezza. Assurdo. Nessuno si assume la responsabilità di dire che quella strada non è nata per il trasporto pubblico».
Sulla stessa lunghezza d’onda, i Comitati Greenways che «da sempre», ricorda il portavoce Maurizio Biondi, «sollecitano il sopralluogo ministeriale che accogliamo con favore. Il fallimento del progetto è dato dal fatto che il percorso è inidoneo, non raggiunge i 7,50 metri previsti dal codice della strada, ad accogliere filobus di 18 metri con passaggio a doppia corsia».
Secondo Biondi «i fondi non ancora spesi potrebbero essere utilizzati per l’acquisto di mezzi elettrici da impiegare, però, sulle altre vie della città».