Bussi, è scontro sul nuovo perimetro dell’area inquinata

3 Aprile 2015

La Regione propone di arretrare il sito d’interesse nazionale Ma scoppia la polemica tra le forze politiche comunali

BUSSI SUL TIRINO. È scontro a Bussi fra il neonato laboratorio «Insieme a sinistra», costituito da esponenti dei comunisti italiani e di Sel e l'amministrazione comunale, in particolare con il sindaco, Salvatore Lagatta, in seguito alla sfiducia della consigliera Sonia Del Rossi che è uscita dalla maggioranza. Motivo del contendere la recente delibera della giunta regionale, la numero 176 del 10 marzo scorso, con cui si propone al ministero dell'Ambiente l'esclusione dal sito di interesse nazionale delle aree a monte dello stabilimento produttivo con il fine della riqualificazione socio economica dell'area.

«Questo grazie soprattutto all'impegno dell'assessore regionale all'Ambiente, Mario Mazzocca», si legge in un documento di Insieme a sinistra che ritiene come questo risultato porti a sgravare i circa 140 proprietari dei siti (circa un ettaro e mezzo) dall'incombenza della caratterizzazione, quindi di liberare queste aree urbanizzate e di favorire la loro cessione da parte di Solvay attuale proprietario. Insieme a Sinistra vuole provare a dare risposte concrete ai cittadini e affrontare il grave dramma sociale e del lavoro che da tempo sta attanagliando di Bussi, e tutta la Val Pescara».

Per il sindaco Lagatta, parlare dell'arretramento del Sin senza legarlo alla proprietà delle aree in oggetto, «impedisce di comprendere di cosa, in realtà, si stia parlando». Già ne 1994 ci fu una convenzione fra Ausimont e Comune per la cessione di 35mila mq di terreno da effettuarsi con atto notarile entro sei mesi. «Non fu fatto» asserisce Lagatta. «Poi, nel 2006, ci fu una nuova convenzione con Solvay, subentrata ad Ausimont, che con un piano di caratterizzazione aveva scoperto che dei 3,5 ettari soltanto due erano inquinati, quindi se ne potevano cedere 1,5 ettari con una transazione per circa 300mila euro. Neanche questo fu mai fatto» sottolinea Lagatta.

Nel 2008, viene istituito il Sin ma non si parla di passaggio di proprietà, e l'amministrazione approva la perimetrazione chiedendo l'arretramento. «Fino al 2013, il ministero non ha mai affrontato il problema» prosegue il sindaco dichiarando «di non essere in possesso delle documentazioni. A fronte di ciò, gliela abbiamo fornita tramite il commissario Adriano Goio. A novembre 2014, al ministero dell'Ambiente si decide l'arretramento del Sin. È strumentale che alcune forze politiche vogliano prendersene i meriti. Quella della giunta regionale è solo una proposta: sarebbe stato importante da parte dell'assessore regionale coinvolgere nella preparazione delle delibera anche la nostra amministrazione».

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