Bussi, acqua e turbogas per i nuovi investitori
C’è anche la centrale idroelettrica sul fiume Tirino nel pacchetto delle offerte: ecco che cosa la Regione può mettere in campo per il rilancio del polo industriale
BUSSI SUL TIRINO. La risorsa acqua, quella del fiume Tirino, irrompe nella vicenda della reindustrializzazione e diviene risorsa primaria da gestire per confezionare una proposta credibile e attuabile in vista di un rilancio del processo produttivo con l’arrivo di nuovi investitori. Al momento in regime di proroga, la concessione per l'utilizzo dell'acqua, scaduta nel 2012, è in mano alla Solvay che la impiega per la produzione di energia nella centrale idroelettrica annessa al polo chimico. Fonte indispensabile per il funzionamento dell'industria.
Il rinnovo alla Solvay o l’assegnazione ad altri soggetti è affare passato di competenza, con le nuove normative, dallo Stato alla Regione. E la Regione vuole condividere questo potere con l'amministrazione comunale che, con il sindaco Salvatore Lagatta, ha sollevato il problema, trovando piena accoglienza da parte del governatore Luciano D'Alfonso. «La risorsa energetica di cui disponiamo» ha detto D'Alfonso nel recente incontro pubblico organizzato dalla associazione Agire in Comune, presieduta da Massimo Campitelli, «è la nostra carta vincente per indirizzare la soluzione secondo i nostri programmi e secondo quanto a noi interessa». Il governatore ha riscosso l'approvazione oltre che del numeroso pubblico intervenuto, del sindaco, del componente del Cda dell'Ispra Michele Fina e del deputato del Pd, Salvatore Massa, con lui al tavolo dei lavori, che nei loro interventi hanno dato atto al sindaco Lagatta di aver fatto fin qui un capolavoro con il bando europeo per la ricerca di un investitore credibile trovandolo nella solida Filippi Farmacutica. E il progetto di rilancio deve continuare, alla luce dell'annuncio dato da Solvay di aver avviato trattative per la vendita degli impianti alla industria bresciana di Donato Todisco, «facendo coabitare le due soluzioni» ha detto D'Alfonso «che possono arrivare dai due soggetti d'impresa. La disponibilità di potenza energetica deve rientrare tra le convenienze che, Comune e Regione, offriremo a chi s’impegnerà a produrre nuova economia. Il Comune dunque faccia propria l'idea di avere una risorsa in più, quella del''acqua del fiume Tirino, come attrattiva per gli investimenti. Per parte mia, ho incaricato il settore idrografico del Genio Cvile per avere un dossier su questa risorsa che entra di diritto tra quelle inserite nel Masterplan».
Con queste premesse, riparte il lavoro dell'amministrazione Lagatta per cercare una soluzione condivisa, ma con la certezza di andare avanti in una direzione sicura».
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