Bussi dà l’addio al suo scrittore

16 Settembre 2015

Domani cerimonia in ricordo del docente Greco: raccontò la vita nelle fabbriche

BUSSI. Domani Bussi darà l’addio a uno dei suoi figli illustri, il professor Pino Greco, lo scrittore delle officine, deceduto domenica scorsa all’ospedale di Brescia dove era stato docente e preside. Colpito da una leucemia dieci anni fa, Greco ha lottato contro la malattia che alla fine non gli ha dato scampo. Nella chiesa di Santa Maria dell’Assunta, a Bussi, non si svolgeranno i funerali ma una funzione religiosa in suo suffragio: il rito sarà celebrato oggi a Brescia dove il corpo sarà cremato.

Pino Greco nato a Bussi nel 1945 ha vissuto a Bussi officine fino al 1968 per poi trasferirsi a Brescia nel 1972 con una laurea in lettere - dopo il liceo a Sulmona - con una tesi sulla valle del Tirino. Era la dimostrazione della presenza in lui del germe dell’amore per il territorio, del suo paese, della difesa dei diritti dei suoi abitanti e soprattutto dei lavoratori che del polo chimico. Ne dette dimostrazione nel 1981 curando una mostra rievocativa su «Bussi un paese, una fabbrica» e collaborando con quotidiani e la sede abruzzese della Rai come esperto di archeologia industriale.

Ma Greco è stato anche uno scrittore dedicato soprattutto a descrivere la sua terra angustiata dal lavoro e dall’emigrazione, una terra da dove lui stesso è stato emigrato intellettuale. I suoi racconti «Tubbista era bello», «Bussi Off», «Più alberi meno terroni», «Tirino, la memoria del fiume» e «Il villaggio de l’Unità» incarnano pienamente la sua dedizione all’attaccamento delle sue origini. Greco è stato anche copywriter free lance, nel settore pubblicitario.

«Ricordiamo un persona molto impegnata per il suo paese», afferma il sindaco Salvatore Lagatta, e per i problemi della fabbrica e del territorio». I bussesi sono stretti al dolore della sorella Margherita e del cognato sindacalista Massimo Razzaia. (w.te.)

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