Bussi, il film su 100 anni di veleni

16 Novembre 2017

I 5 Stelle lo presentano sabato a Chieti. E lanciano un concorso per gli studenti 

PESCARA. Il M5S presenta «Cento anni di veleni», e lo farà sabato 18 novembre all'Auditorium Cianfarani di Chieti con l'anteprima nazionale del Docufilm che racconta la storia del polo chimico di Bussi e del disastro di quella che è stata definita la «più grande discarica tossica d'Europa». Previsti, nell'ambito dell'evento, anche un’intervista al geologo ed informatore scientifico del Cnr Mario Tozzi e il racconto e le rivelazioni del giornalista de Il Fatto Quotidiano Antonio Massari. Modera Primo Di Nicola, ex direttore del Centro. «Ma vogliamo cominciare a parlare di Bussi», dice la consigliera regionale Sara Marcozzi, «anche in un’accezione positiva pensando al futuro con il lancio di un concorso aperto a tutti gli studenti di Architettura, Ingegneria e Geologia per arrivare a scegliere il miglior progetto di riconversione sostenibile, rinascita e sviluppo dell'intera area. L'Abruzzo», continua Marcozzi, «deve puntare necessariamente sul turismo e la natura. Siamo la regione dei Parchi e dobbiamo tornare a parlare d'Abruzzo per i parchi e non per le discariche». Il consigliere regionale Domenico Pettinari aggiunge che: «L’iniziativa del Docufilm è un nuovo modo di fare politica dopo le azioni che abbiamo messo in campo su Bussi, come le numerose interpellanze presentate. Ora vogliamo anche raccontare con le immagini quello che è accaduto. Bussi riguarda tutti noi ed è importante recuperare la memoria storica. Non è più il tempo di dimenticare», prosegue il consigliere pentastellato, «ma bisogna conoscere quello che è accaduto, quello che è stato, e le tragedie della nostra terra, e poi però presentare anche un grande progetto di riconversione perché non vogliamo che la politica imponga delle scelte». I 5 Stelle hanno così scelto di individuare i ragazzi migliori delle nostre università per progettare quella che sarà la nuova Bussi. I tre progetti più innovativi saranno premiati con 3.500, 1.000 e 500 euro finanziati attingendo al fondo dei consiglieri del M5S regionali hanno messo a disposizione con il taglio delle indennità.