Bussi, il processo verso il rinvio

13 Marzo 2018

Oggi salta l’ultimo atto in Cassazione. Ma non scatterà la prescrizione

PESCARA. L'ultimo atto del processo per la discarica di Bussi va verso il rinvio, ma la prescrizione non è scontata. E se rinvio ci sarà, non dipenderà dallo sciopero delle toghe ma da altri motivi tecnici e non sarà superiore di 20 giorni. Quindi ad un data anteriore alla prescrizione fissata a fine aprile. È la previsione che ieri veniva fatta negli ambienti giudiziari alla vigilia del processo in Cassazione previsto per oggi e che riguarda 10 imputati, sui 19 iniziali, condannati in secondo grado, per disastro colposo. Gli altri imputati, per fatti ancora più lontani nel tempo, hanno già usufruito della prescrizione. Questa è la sintesi della sentenza della Corte di Assise di appello dell’Aquila che aveva riformato il verdetto di primo grado cancellando le assoluzioni a carico di una parte dei 19 ex manager e consulenti di Montedison finiti nei guai per aver, a vario titolo, concorso nella realizzazione della discarica dei veleni. Una sentenza che prevedeva anche una consistente provvisionale di quasi 4 milioni di euro, già corrisposta alle parti civili. In secondo grado i giudici hanno condannato a tre anni di reclusione gli ex dirigenti dello stabilimento Maurilio Aguggia, Carlo Cogliati, Leonardo Capogrosso e Salvatore Boncoraglio; due anni sono stati inflitti a Nicola Sabatini, Domenico Angelo Alleva, Nazzareno Santini, Luigi Guarracino, Carlo Vassallo e Giancarlo Morelli. Ma le pene, visto che si tratta di fatti precedenti al 2006, sono state tutte condonate in quanto coperte da indulto. Torniamo a oggi. Dato per quasi certo il fatto che la Cassazione non scriverà la parola fine ricordiamo che le vere partite, tutte ancora aperte, sono quelle della bonifica a carico della Edison e del risarcimento civile del danno, un processo, quest'ultimo, che a differenza di ciò che si pensa spinge le difese a volere celebrare l'udienza in Cassazione per puntare all'annullamento della sentenza di secondo grado e quindi escludere da subito ogni tipo di ristoro milionario. In altre parole, a tifare per la non prescrizione sono gli avvocati di Edison. Nonostante ciò gli interventi degli ambientalisti giunti ieri in redazione puntano tutti sul pericolo prescrizione tombale da scongiurare. «L’udienza è a rischio per lo sciopero proclamato dagli avvocati. In verità il codice deontologico dei legali stabilisce che non debba esserci astensione dalle udienze qualora sia imminente la data di prescrizione. In ogni caso lo sciopero, qualora fosse confermato, determinerebbe un allungamento dei termine per la prescrizione per consentire il recupero dell’udienza eventualmente saltata», ha infatti commentato Luciano Di Tizio il delegato Abruzzo del Wwf Italia che si è costituita civilmente attraverso l'avvocato Tommaso Navarra. Anche Bussiciriguarda interviene per dire, tra l’altro, che oggi «sarà presente a Roma con alcuni esponenti del comitato e con gli avvocati Veronica Dini e Pierluigi Tosone», e che si augura che «lo sciopero dichiarato non venga osservato, sperando che da domani in poi, ci si possa occupare solo e soltanto del risanamento delle acque e delle terre della Valpescara». (l.c.)