Bussi, il telo squarciato: discarica senza protezione

Il Partito democratico torna a denunciare la mancata messa in sicurezza del sito La commissione regionale d’inchiesta ascolterà la super dirigente del ministero
BUSSI SUL TIRINO. La terra contaminata non è protetta. Il consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli, torna a denunciare la mancata messa in sicurezza del sito delle discariche 2A e 2B e le condizioni di maggiore scopertura del cupping realizzato da Solvay nelle zone intermedie prossime alla centrale Turbogas. La denuncia arriva a pochi giorni dall’audizione, nella Commissione regionale d'inchiesta su Bussi, della dirigente del settore Bonifiche del Ministero dell'Ambiente, Luciana Di Staso. «Purtroppo dobbiamo constatare», afferma Blasioli, «che dopo la nostra denuncia del 26 novembre, la situazione continua a peggiorare. Lo squarcio rilevato già allora continua ad allargarsi. Nel corso dell’ultimo sopralluogo», ricorda il consigliere, «addirittura anche il cancello d’ingresso all'area era aperto, senza che nessuno intervenisse, né la Edison, né il Comune di Bussi che attualmente ne detiene la proprietà». Blasioli, inoltre, rammenta che, a seguito della sua segnalazione, la Edison, il 4 dicembre scorso, si era dichiarata disponibile ad eseguire il ripristino del manto di copertura là dove si mostrava danneggiato, senza dover essere coinvolta in qualsiasi altro procedimento.
Quel manto realizzato da tessuto non tessuto serve ad evitare infiltrazioni di acque meteoriche e a scongiurare l'incremento di contaminazione della falda acquifera di materiali tossici trasportati dalle acque che penetrano negli strati sottostanti.
«Edison aveva chiesto al Ministero», riprende Blasioli, «anche di fornire le specifiche tecniche con cui Solvay aveva operato sia questa copertura sia l’istallazione delle stazioni di emungimento nella discarica 2B, che costituisce l’unica misura applicata in quell’area, ma ad oggi la situazione non ha avuto alcuna evoluzione e così», va avanti il consigliere, «insieme ai ritardi delle bonifiche delle due aree principali, che riguardano appunto la 2A e la 2B ma anche la Tremonti, dobbiamo registrare la messa fuori uso delle misure di emergenza già adottate. Tutto questo», aggiunge il dem,«senza che la situazione sollevi né l’indignazione della cittadinanza, che continua a subire l’inquinamento come registrato dal lavoro minuzioso dell’Arta, né il fare operoso di chi ha l’obbligo di agire, mantenendo uno status quo che non può restare tale». Blasioli conclude il suo intervento appellandosi alla Regione, che definisce assente ingiustificata, non solo sulle sequenze del sito di Bussi, ma anche sugli allarmi lanciati sulla mancata riperimetrazione del sito ex Montecatini di Piano D'orta, di cui il prossimo 3 febbraio si discuterà sulla possibilità di un ampliamento, dopo il rinvenimento, da parte di Arta, di materiali altamente tossici situati fuori dagli attuali limiti di confinamento.
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