Bussi, primo passo verso la bonifica

Il Tar respinge il ricorso della Edison: spetta all’azienda rimuovere i rifiuti. Il ministro Galletti: ora il rilancio produttivo
PESCARA. «La decisione del Tar riconosce la piena legittimità del provvedimento ingiuntivo con cui il ministero dell’Ambiente ha chiesto il ripristino dello stato dei luoghi e la rimozione dei rifiuti tossici nelle discariche del comune di Bussi». Dopo la decisione del Tar che ha rigettato il ricorso di Edison sulla bonifica della mega discarica di Bussi, interviene il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. «Si tratta», osserva il ministro, «di un passo importante verso il completo disinquinamento dell'intera area, presupposto imprescindibile per il suo rilancio produttivo».
Il Tribunale amministrativo di Pescara ha infatti respinto il ricorso che la Montedison aveva proposto contro l’ingiunzione-diffida del ministero dell'Ambiente dello scorso settembre, dove si chiedeva all'azienda di rimuovere in 30 giorni tutti i veleni tossici seppelliti nelle discariche di Bussi e ripristinare la qualità del luogo. La sentenza del Tar di Pescara stabilisce, quindi, che la Montedison è ancora di fatto la proprietaria dei rifiuti chimici nonostante la cessione alla Solvay dell'impianto produttivo successivamente alla realizzazione delle discariche. «Nei siti in esame sono state rinvenute sostanze altamente inquinanti e che costituiscono scarti e prodotti industriali tipici dell'attività esercitata da Edison spa», si legge nella sentenza dei giudici di Pescara depositata il 30 aprile. Si legge ancora che «i responsabili di detto inquinamento non possono che essere individuati in coloro che hanno gestito tali impianti nel periodo antecedente a quello in cui gli inquinamenti hanno iniziato ad essere rilevati. Considerate inoltre l’estensione e la profondità di tale inquinamento», prosegue la sentenza, «nonchè i suoi notevoli effetti già causati sull'ambiente appare evidente come si verta su un'attività di inquinamento protratta e risalente nel tempo». Secondo alcune stime per la totale bonifica delle discariche di Bussi potrebbero servire centinaia di milioni di euro. «Si tratta di una sentenza importante soprattutto per le motivazioni», ha commentato Augusto De Sanctis, del Forum dell'Acqua in Abruzzo che il 1° maggio ha raccontato le vicende di Bussi dal palco di Taranto, «perché conferma il legame tra produzione e discarica. È un primo passo verso la bonifica del luogo e che ristabilisce il principio che chi inquina, paga. La bonifica sarà lunga e complessa, ma almeno porterà lavoro in quelle zone». «Il principio del chi inquina paga è sacro e serve sia per quanto accaduto in passato, sia per il futuro per responsabilizzare istituzioni», commenta anche Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente. (cr. pe.)
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