Bussi, sentenza discarica: i giudici di Campobasso ascoltano i testimoni

20 Maggio 2015

Dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano sulle presunte pressioni dei giudici togati che portarono alla sentenza assolutoria per la Montedison, sono stati ascoltati il giornalista Antonio Massaro e l'avvocato Cristina Gerardinis

CAMPOBASSO. Il giornalista del Fatto Quotidiano Antonio Massari e il direttore generale della Regione Abruzzo Cristina Gerardis sono stati sentiti questa mattina in procura a Campobasso come "persone informate dei fatti" nell'ambito dell'inchiesta sulle rivelazioni del Fatto Quotidiano in merito al processo sulla megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara). Il fascicolo (che riguarda presunte pressioni sui giudici popolari) è stato trasferito nei giorni scorsi dalla procura di Chieti a quella del capoluogo molisano in quanto si tratta di un procedimento che coinvolge magistrati, in particolare due togati, tra cui il presidente della corte Camillo Romandini. Massari, autore degli articoli sulla vicenda, è stato sentito dal sostituto procuratore Nicola D'Angelo per circa un'ora; subito dopo è toccato alla Gerardis, all'epoca dei fatti Avvocato dello Stato, rimasta invece nella stanza del magistrato per più di un'ora e mezza. Entrambi all'uscita dal palazzo di Giustizia non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

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Anche il Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, interviene sulla vicenda delle presunte pressioni subite dai giudici popolari del processo sulla discarica Montedison di Bussi sul Tirino. Il rappresentante della procura generale ha chiesto informazioni al presidente della Corte d'appello dell'Aquila; un'iniziativa analoga a quella assunta ieri dal Csm e che costituisce una prassi in casi del genere. Solo all'esito Ciccolo deciderà se disporre l'avvio di una pre-istruttoria, finalizzata a verificare se ci sono gli estremi per una iniziativa disciplinare.