Bussi, sentenza prima di Natale D’Alfonso vuole parlare in aula

20 Settembre 2014

Riparte il processo sulla mega-discarica dei veleni: il verdetto per i 19 imputati arriverà a dicembre Il governatore partecipa all’udienza: mai più un’altra discarica, chiederò di intervenire e fornirò dati

CHIETI. Trenta minuti di udienza per decidere il calendario del processo di Bussi, stabilire udienze serrate e, tra il sollievo delle associazioni ambientaliste che da sempre gridano al «processo infinito», spianare la strada alla sentenza: per i 19 imputati della Montedison finiti alle sbarra con le accuse di aver avvelenato le acque e di disastro doloso il verdetto arriverà prima di Natale. E’ ripreso ieri mattina il processo su una delle pagine ambientali più dolorose del Pescarese e, per la prima volta, nell’aula affollata da tanti avvocati, è arrivato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Il governatore si è seduto accanto all’avvocato della Regione, una delle 27 parti civili del processo, ha partecipato alla breve udienza in silenzio e, una volta aperte le porte, ha spiegato perché ha voluto essere presente: «Perché non dovrà esserci mai più un’altra Bussi e perché questo territorio dovrà tornare a splendere», ha detto il presidente parlando di «difesa del creato» e di «bonifica», di «ricerca della verità» e di «potenza dal punto di vista economico».

D’Alfonso: chiederò di parlare in aula. «Invoco una sentenza giusta e vera sia riferita al passato che al futuro», ha spiegato D’Alfonso accompagnato anche dall’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca e dal direttore dell’agenzia sanitaria Budassi. «Per il passato alla ricerca di una reazione giusta nel contesto normativo del meccanismo procedimentale, per il futuro perché non si verifichino mai più fatti che determinino questa condizione di rovina del creato». Ma quella di ieri non sarà l’ultima volta di D’Alfonso in aula perché, come lo stesso governatore ha aggiunto, chiederà di poter prendere la parola durante un’udienza. «Chiederò se è possibile esporre la posizione del presidente della Regione anche fornendo dati», ha detto ancora e, nel caso affermativo, è molto probabile che il presidente illustrerà l’indagine epidemiologica che sta mettendo a punto, chiedendo dati a tutte le parti in causa – Asl, medici e agenzia sanitaria – per capire se c’è un nesso tra patologie e inquinamento.

Verso la sentenza. Durante l’udienza, intanto, il presidente del collegio Camillo Romandini ha stabilito il calendario del processo in cui i due pm Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli saranno costretti a ripetere da capo la requisitoria saltata 5 mesi fa a causa del ricorso in Cassazione degli avvocati. I due pm prenderanno la parola il 2 e il 3 ottobre. Il 10 e il 17 ottobre sarà la volta delle parti civili, giorno in cui quindi potrebbe parlare D’Alfonso e, infine, spazio alle difese dei 19 imputati: il 24 e il 31 ottobre, il 7-14-21-28 novembre. Repliche e controrepliche il 5 e il 12 dicembre e, quindi, la sentenza.

Le associazioni: non siamo più soli. Non hanno mai perso un’udienza e, anche ieri, le tante associazioni ambientaliste hanno partecipato al processo. «La presenza del presidente D’Alfonso», ha detto l’avvocato Tommaso Navarra, legale del Wwf e di Legambiente, «marca una differenza rispetto al silenzio assordante di prima perché finalmente le associazioni si sono sentite meno sole. Anche se sul piano tecnico non aggiunge nulla garantisce però che l’esito di verità del processo avrà la giusta attenzione da parte della politica nel valutare tempi, modi e reperire risorse per la bonifica: il vero punto centrale della vicenda di Bussi».

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