Bussi sul Tirino, scopre i ladri in casa e poi li insegue

Svaligiate tre abitazioni: rubati gioielli e soldi per un totale di 15mila euro. Un giovane rincorre la banda
BUSSI SUL TIRINO. Rientra a casa e trova i ladri che gli chiudono la porta in faccia. Poi il rocambolesco inseguimento lungo le strade del quartiere fino a quando i malviventi si sono dati alla fuga a bordo di una vettura. Momenti di paura nella prima serata di sabato a Bussi sul Tirino, dove l’inseguimento tra inquilino e ladri poteva avere conseguenze ben più gravi. I malviventi hanno dato vita a un vero e proprio raid, prendendo di mira tre abitazioni all’ora di cena, verso le 20,30. Inaspettato il rientro a casa del proprietario, un sulmonese di 30 anni, che ha colto i ladri in flagranza. Stando a quanto ricostruito i malviventi, accortisi del rientro improvviso del proprietario di casa, gli hanno chiuso la porta d’ingresso contro, per impedirgli l’accesso.
Un gesto che potrebbe trasformare il reato di furto in rapina, visto l’uso della violenza e della forza. Fatto sta che i ladri hanno raggiunto a quel punto la finestra del primo piano da dove si sono lanciati per darsi alla macchia. Sono stati inseguiti per diversi metri dal proprietario con una sedia. Il giovane prima ha tentato di fermarli e poi, vista la situazione, ha allertato le forze dell’ordine. I malviventi hanno rubato alcuni gioielli ma il colpo è fallito grazie al rientro del proprietario di casa ancora scosso. «Erano molto agili e sono anche professionisti perché non hanno lasciato segni di effrazione. Siamo tutti provati da questa vicenda come del resto lo sono i miei compaesani», racconta il giovane che ha presentato denuncia contro ignoti.
I ladri sono andati a segno in altre due abitazioni dove hanno rubato gioielli e denaro per un bottino complessivo di 15mila euro. I militari dell’Arma stanno analizzando le telecamere di videosorveglianza per risalire all’identità dei malviventi che, però, hanno agito a volto coperto. Tanto è bastato per seminare il panico nel piccolo centro, con gli abitanti che si stanno organizzando per rafforzare la sicurezza con telecamere in casa e allarmi. «La mia vicenda deve servire da monito perché, se non si fa qualcosa, questi episodi possono evolvere in tragedia per noi o per i ladri che ci entrano in casa anche all’ora di cena», conclude il giovane.
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