Spoltore, due indagati per la voragine nell’area giochi del belvedere

2 Febbraio 2026

Sotto inchiesta il direttore dei lavori e il titolare dell’impresa che si era aggiudicata l’appalto. Le indagini dei carabinieri forestali partirono dopo l’esposto di quattro consiglieri comunali

SPOLTORE. La frana che il 5 dicembre del 2024 interessò il comune di Spoltore e che provocò una grossa voragine nel suolo a causa del cedimento della pavimentazione del marciapiede di via Dietro Le Mura, all’altezza dell’area giochi per bambini che si trova sulla struttura denominata “Belvedere Giulio Gaist”, con tutte le conseguenze che avrebbe potuto provocare per l'incolumità pubblica, ha portato all’individuazione di due eventuali responsabili, indagati per violazione della normativa ambientale.

L’inchiesta (inizialmente nelle mani del pm Luca Sciarretta e poi passata alla collega Anna Benigni) era partita da un esposto presentato il 1° febbraio del 2025 da quattro consiglieri comunali (Pierpaolo Pace, Marco Della Torre, Agnese Ranghelli e Stelvio D’Ettorre) che sollevavano dubbi sulla regolarità dei lavori dell’opera pubblica denominata “Consolidamento per il dissesto idrogeologico del centro storico del capoluogo di Spoltore OPP_21/3”.

Sotto inchiesta oggi sono quindi finiti il direttore dei lavori (poi divenuto responsabile del settore Lavori pubblici e manutenzione del Comune con ordinanza sindacale 40 del 24 ottobre 2024) e il titolare dell’impresa Co.Ge.Pri srl, aggiudicatrice dell’appalto. Le indagini vennero affidate ai carabinieri forestali che avviarono accertamenti e l’acquisizione di documenti (compresa l’escussione del progettista e direttore dei lavori che successivamente diventerà indagato, che depositava anche una sua relazione chiamandosi fuori da ogni responsabilità), finendo per stabilire che una parte di quei lavori erano stati eseguiti senza l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo, in particolare per l’intervento C relativo ai lavori di “completamento e adeguamento sismico del manufatto esistente Belvedere”.

La Soprintendenza affermava che i lavori erano stati avviati senza aver ricevuto dal Comune di Spoltore la richiesta comunicazione di inizio lavori né il parere endoprocedimentale paesaggistico. E che quindi l’intervento C non era stato autorizzato, in quanto quei lavori ricadevano in zona sottoposta a vincolo. Il problema principale è che quei lavori vennero eseguiti procedendo all’eliminazione del materiale presente nel manufatto Belvedere che si trova proprio al di sotto della zona franata. Quindi è vero che il crollo potrebbe essere avvenuto in concomitanza delle forti piogge e del concomitante percolamento dell'acqua meteorica nelle fessurazioni del marciapiede posato sopra il manufatto Belvedere, ma è anche vero che il terreno sotto il marciapiede, reso molle dalle piogge, non ha più trovato appoggio nel materiale che fungeva da tappo sotto le campate del Belvedere, creando così la voragine.

Una dinamica che era stata riportata anche nell’esposto dei consiglieri comunali (che avevano fatto accesso agli atti) che evidenziavano come questo poteva accadere a ogni campata del marciapiede «sia per sovraccarico idrico da acque piovane, ma anche solo per passaggio di mezzi pesanti sulla carreggiata della strada con notevole pericolosità per l'incolumità pubblica». E nell’esposto segnalavano che sarebbe stato necessario «procedere con la tamponatura dell'intero manufatto con un muro di cemento armato, proprio per evitare cedimenti e come previsto dal progetto presentato al Genio Civile, ma purtroppo tali lavori non risultano essere stati effettuati».

Sarà quindi ora l'inchiesta della procura a definire eventuali responsabilità dei due indagati, anche se, e va evidenziato, il Comune di Spoltore ha subito provveduto a mettere in sicurezza la zona interessata. Nella stessa data del 5 dicembre la sindaca ha disposto la chiusura al pubblico del Belvedere “Giulio Gaist” e l’area antistante comprendente l’intero marciapiede di via Dietro le Mura.

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