Bussi, via libera alla bonifica di sette ettari

8 Febbraio 2018

La gara d’appalto aggiudicata per 38 milioni di euro a un’Associazione temporanea di imprese

BUSSI SUL TIRINO . I circa sette ettari di terreno situati nel Sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi, tra l'area della discarica Tremonti e il paese, individuate come discariche 2A e 2B, saranno finalmente bonificate. Dalla dirigente del ministero dell'Ambiente Laura D'Aprile si apprende infatti che la gara d'appalto per la bonifica è stata aggiudicata per 38,531 milioni di euro a fronte di un ribasso rispetto ai 45 milioni di euro previsti nel progetto. L'appalto è stato assegnato a un’Associazione temporanea di imprese (Ati) capeggiata dal colosso belga Dec-Deme e composto da Safond Martini srl, Elios Ambiente srl, Sidra Società italiana dragaggi spa e Cooperativa San Martino soc.coop. La gara fu avviata dal compianto commissario straordinario per il Bacino Aterno-Pescara Adriano Goio alcuni anni fa e finalmente oggi si è giunti alla conclusione dell'iter. Una tappa importante per il sito di Bussi che potrà essere sgravato, almeno in questa piccola parte di territorio, da un inquinamento pesante non tanto dissimile da quello della Tremonti, e soprattutto per il Comune di Bussi che si era mostrato interessato ad acquisire quelle aree e che ora potrà anche tornare alla carica per averle. Per quanto riguarda invece il sito industriale dismesso di Piano d'Orta, il ministero dell'Ambiente ha confermato la posizione circa la messa in sicurezza dell'area ex Montecatini, rigettando le ragioni della società proprietaria, la Moligean srl, e imponendo alla stessa la rimozione dei rifiuti da demolizione, presenti sulle aree di sedime con la messa in sicurezza e/o abbattimento degli edifici industriali, per consentire anche la caratterizzazione del sito. La bonifica del suolo resta in capo alla Edison spa, che in realtà ha avviato le operazioni di risanamento dallo scorso mese di agosto, ma che recentemente li avrebbe congelati in attesa degli esiti della controversia fra la Moligean e ministero dell'Ambiente. «Si tratta», scrive la dirigente del ministero D'Aprile, «di rifiuti costituiti da residui di demolizione, calcinacci, laterizi e residui ferrosi che si rinvengono in cumuli di altezza di circa 0,5 metri dal piano di campagna. Le demolizione richieste, poi, non potrebbero essere ordinate a un soggetto diverso dal proprietario degli immobili».
Walter Teti
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