«C’è una legge per recuperare le fontane»

Penne. Pettinari (M5S): ma la mia proposta regionale per il patrimonio storico è rimasta inattuata
PENNE. La situazione delle fontane storiche di Penne è alquanto contraddittoria. C'è anche una proposta di legge regionale per tutelarle, ma non è entrata mai in vigore. Periodicamente alcune associazioni cittadine svolgono opera di manutenzione, come l'associazione Alpini su quella di Fonte Nuova; Italia Nostra per Trifonte e Ossicelli; e la Pro loco Città di Penne per la famosa Acquaventina, ma di certo manca una prospettiva concreta attorno alla quale fare ruotare un appeal turistico delle antiche fontane pennesi.
Delle dieci fonti, alcune, sono infestate dalla vegetazione e difficilmente raggiungibili per i turisti: soprattutto quelle di Sacioli, Murata, Blanzano e Rufina. «Le fontane storiche sono un patrimonio della nostra regione», dice il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S). «Lasciarle in abbandono equivale a schiaffeggiare la nostra storia e il nostro patrimonio culturale. Nei cassetti della Regione c’è una proposta di legge a mia prima firma che ha come obiettivo proprio quello di rilanciare il turismo nei piccoli Comuni delle zone interne attraverso la valorizzazione di luoghi legati all’antica tradizione rurale abruzzese, come appunto sono le sorgenti e le fontane storiche». «Nel testo», spiega ancora Pettinari, «abbiamo ipotizzato dei cammini abruzzesi di particolare pregio storico, artistico e culturale, con capacità di sviluppo e valorizzazione del territorio circostante e con la possibilità di realizzare nuove attività ricettive. Con un attento censimento di fontane e sorgenti che rappresentano interesse archeologico, artistico e culturale e la costituzione di cammini dedicati con i relativi servizi, si possono costituire elementi strategici per lo sviluppo del turismo. Per attuare la legge basterebbe uno stanziamento di 250mila euro. Purtroppo questa mia proposta è rimasta nei cassetti della Regione».(f.bel.)

